Lonquich e l’OCM: un viaggio beethoveniano a Verona

BEETHOVEN Concerti per pianoforte e orchestra Orchestra da camera di Mantova. pianoforte e direttore Alexander Lonquich

Verona, Teatro Filarmonico, 12-13 settembre 2025

È da almeno quarant’anni che Alexander Lonquich frequenta, esegue e risegue i concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, proposti in due serate per la rassegna sinfonica “Il Settembre dell’Accademia”, promossa dall’Accademia Filarmonica di Verona. Non solo un viaggio nella storia del concerto e nello stile di Beethoven, ma anche nella storia dell’interpretazione secondo Lonquich, che li ha recentemente registrati con l’orchestra da camera di Monaco. Nessuno può ostinarsi a rimanere uguale a sé stesso, e Lonquich, se da un lato rimane infallibile nella timbrica cristallina, nell’esattezza ritmica e delle articolazioni, si muove questa volta in sonorità eloquenti, in una presenza viva e vistosa del pianoforte, strumento che dalla fine del Settecento esplode nel mondo musicale dell’epoca. Si tratta anche di mettere ordine nell’interpretazione di Beethoven, ipereseguito, spesso semplicemente vittima di routine che lo legano troppo a un concetto di suono pianistico ideale (o surreale), molto meno alla forza comunicativa delle sue strutture compositive.

Apre giustamente la serata il secondo concerto – scritto in realtà per primo – in cui Lonquich si muove in parallelo tra fluidità di fraseggio e sonorità assai marcate, spesso aspre, talora fra scatti improvvisi, in un’energia ritmica dai vividi contrasti che vede Mozart ormai già lontano. Il ruolo di direttore-solista in questo repertorio rimane l’ideale, verso una concezione cameristica di simbiosi fra intenzioni condivise e ben assecondate dall’orchestra di Mantova. La lucentezza pervade il primo concerto, immerso prevalentemente nell’iperdefinizione della metrica e dell’attacco e nell’identità precisa di ogni figura musicale. È nel terzo concerto che si vede come Lonquich sa uscire da estetiche vecchie (ma da molti ancora perseguite), ritrovando un nuovo fraseggiare, uno dei pochissimi che sa dare un autentico significato al ruolo solistico quando il pianoforte si trova ad aprire, solitario, un brano, come nel secondo movimento, ma anche nell’incipit del quarto concerto. Nel do minore beethoveniano Lonquich esprime un pianissimo emozionante, dal suono adamantino, sospeso sull’abisso, si addentra fra ombre e inquietudini con afflato lirico. Beethoven sembra ormai parte del suo Io, che ci trascina in un proprio mondo già dalle prime note del quarto concerto, contesti in cui Lonquich sa evidenziare come da elementi minimali possa nascere tutto accompagnandoci passo dopo passo. È un Beethoven molto squadrato, nel quale Lonquich non si discosta comunque da una linea storica “tradizionale” per quanto evoluta e trasformata, dove prevale la dimensione orizzontale della dizione, fra varianti di tocco e fraseggio, suono asciutto ed essenziale, rispetto a quella verticale riferita ai cambi di armonia, ad aspetti imitativi tra le voci interne, quel lato più oscuro della partitura, che c’è ma non si vede e che meriterebbe un’ulteriore lettura. Il virtuosismo riesplode nel quinto concerto, preso d’assalto in un’esplosione di energia, mutato in virtuosismo di suono nel celeberrimo secondo tempo, una sfida per tutti, che Lonquich supera senza cadere nel già sentito. Rimane un artista incredibile, fluviale nella capacità inarrestabile di fare musica senza una minima piega e con la massima precisione. Generoso, offre una serie di fuoriprogramma, accostando l’ultimo movimento del secondo concerto dopo la fine del terzo (prima serata) e il finale del primo concerto all’ultimo (seconda serata, con una cadenza atonale), spiegando a voce la necessità di voler confrontare l’evoluzione dello stile beethoveniano; tre bagatelle (due la prima sera, una nella seconda) ci conducono poi al Beethoven più maturo ed evoluto per proseguire il viaggio, concludendolo — come non bastasse — con una novelletta di Schumann. Lunghi applausi e ovazioni.

Mirko Schipilliti

Data di pubblicazione: 22 Settembre 2025

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