
CONCORSO EUROPEO DI VIOLINO – 34° Premio “Città di Vittorio Veneto” – 23-29 agosto 2026
Il 23 agosto ha preso il via nella ridente cittadina di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, l’atteso appuntamento del Concorso Europeo di Violino,il cui Premio ‘Città di Vittorio Veneto”, organizzato dal Comune e giunto alla sua 34ª edizione: si tratta di una manifestazione musicale fondata nel 1962 per iniziativa di alcuni appassionati cittadini e da un’idea del violinista Mario Benvenuti (1915-1995), allora componente del “Quartetto Chigiano”, del “Sestetto Chigiano” d’archi e del complesso “I virtuosi di Roma”. Dopo esser stato per molti anni un Concorso nazionale, nel 2020 l’Amministrazione Comunale decise di rilanciarlo a livello internazionale-europeo, accogliendo appieno la proposta del direttore artistico Francesco De Angelis. Ad evidenziarne l’importanza in ambito musicale, e generalmente culturale, sono i nomi dei numerosi grandi violinisti usciti di volta in volta vincitori, tra i quali Giovanni Guglielmo, Giuliano Carmignola, Massimo Quarta, Francesco De Angelis, ancor oggi acclamati concertisti di fama internazionale.
Anche questa nuova edizione ha visto la partecipazione di numerosi giovani talenti, tutti di notevole livello, esaminati da una giuria composta dal compositore Fabio Vacchi, dai violinisti Roland Daugareil, Ernesto Schiavi, Livia Sellin, Pavlel Vernikov e Francesco De Angelis, con la coordinazione del compositore Stefano Da Ros. Dopo le prove eliminatorie (23-25 agosto), tenute nel locale Teatro Da Ponte, sono stati ammessi alle semifinali, svoltesi il 26 agosto, sette partecipanti, provenienti da diverse nazioni europee: gli italiani Alexander Franco Goldberg (25 anni), Elisa Scudeller (25 anni), Giulia Cellacchi (22 anni), i rumeni Sara Isabelle Ispas (22 anni) e Mihai Mangir (19 anni), la slovena Sophia Logar (20 anni), l’austriaca Sonja Bogner (26 anni), ognuno dei quali ha dato prova di possedere non comuni doti interpretative, eseguendo una importante Sonata per violino e pianoforte, insieme ad alcuni brani virtuosistici e a Respiri per violino solo di Fabio Vacchi (composizione obbligatoria). Come accennato, tutti i solisti hanno dimostrato di possedere un talento artistico non comune, tale da rendere indubbiamente difficile la selezione dei tre finalisti. Decisiva, in questa semifinale, la prova di Sara Isabelle Ispas, di origine rumena, la cui interpretazione dell’Introduzione e Rondo capriccioso di Saint-Saëns e della Sonata in Re maggiore di Prokofiev ha letteralmente incantato il pubblico per la pertinenza stilistica, per il fraseggio e per la cura meticolosa dei dettagli, rivelando una statura di musicista assolutamente completa. Proprio per l’interpretazione della Sonata, alla violinista è stata assegnata la borsa di studio per la migliore esecuzione di tale repertorio. Reduce da alcune importanti affermazioni a livello internazionale, la giovane si è inizialmente formata sotto la guida del padre Daniel, lui stesso violinista, continuando gli studi in Svizzera e frequentando attualmente l’Università “Hanns Eisler”di Berlino.
Al termine di tutte le prove, la giuria ha deciso di ammettere alla prova finale del 29 agosto, con l’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia (diretta da Alessandro Ferrari), la stessa Sara Isabelle Ispas, Giulia Cellacchi e Mihai Mangir. Quest’ultimo ha affrontato il Concerto in Re maggiore di Tchaikovsky con piglio sicuro, offrendo un’esecuzione senza dubbio incisiva, luminosa e brillante, ma non ancora adeguatamente approfondita e personale. Giulia Cellacchi si è invece cimentata con il Concerto in Re maggiore di Brahms, tradotto con vibrante partecipazione (notevoli, in particolare, certi indugi lirici del primo tempo e l’intero Adagio), brillando nell’arduo Allegro giocoso ma non troppo vivace conclusivo, anche se nel complesso la prova non è risultata esente da una sottile tensione, causa di alcuni passaggi talvolta non puntualmente focalizzati. Per contro Sara Isabelle Ispas ha pienamente confermato le straordinarie qualità emerse nel corso delle prove eliminatorie e semifinali, interpretando al meglio il Concerto in Re maggiore di Tchaikovsky, con il quale ha letteralmente giganteggiato non solo attraverso una invidiabile sicurezza e padronanza della scrittura, ma, soprattutto, con una non comune maturità artistica, grazie alla grande sensibilità, ai fraseggi ariosi ed eleganti, alla gamma infinitesimale delle dinamiche e alla bellezza e morbidezza del suono, qualità che le hanno permesso di ottenere il primo premio “Città di Vittorio Veneto”, aggiudicato all’unanimità: un’affermazione peraltro accolta dal pubblico con autentiche acclamazioni.
Il secondo premio è stato assegnato (a maggioranza) a Giulia Cellacchi e il terzo a Mihai Mangir, i quali hanno ottenuto anche alcune borse di studio.
Al termine della serata, il direttore artistico Francesco De Angelis, oltre ad evidenziare l’elevatissimo livello dei concorrenti, tale da emozionare e stupire spesso la stessa giuria, ha posto in piena luce l’importanza di questo concorso per la carriera concertistica dei giovani violinisti europei, oltre ad essere un punto di riferimento per la cultura musicale italiana, elogiando pertanto l’impegno dell’Amministrazione Comunale per l’organizzazione dell’evento. Da parte sua, il presidente Fabio Vacchi ha osservato che in una realtà come quella attuale, contrassegnata da guerre, spargimenti di sangue e violenze, vedere come tanti giovani si siano dedicati, non senza sacrifici, allo studio assiduo per l’arte e per la musica, fa ancora sperare per le sorti del mondo, della cultura e della bellezza: parole che hanno trovato la piena adesione del pubblico.
Claudio Bolzan