La prima volta a Cagliari del “Cappello” di Rota

ROTA Il cappello di paglia di Firenze Marco Ciaponi, Roberto Lorenzi, Marco Filippo Romano, Paolo Nevi, Antonino Giacobbe, Mauro Secci, Lavinia Bini, Anna Maria Sarra,Ana Victória Pitts, Maria Rita Combattelli,Tommaso Nicolosi,Gianmaria Melis; Orchestra e Coro del Teatro Lirico, direttore Valerio Galli maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina regia Damiano Michieletto scene Paolo Fantin costumi Silvia Aymonino Cagliari, Teatro Lirico, 23 settembre 2026

La prima volta di Nino Rota a Cagliari risale a cinquanta anni fa con un’opera minore (La visita meravigliosa, 1976) per giungere poi al 2011 con la rappresentazione di Napoli milionaria!. Dopo, più niente. Si saluta con piacere, finalmente, Il cappello di paglia di Firenze, capolavoro del musicista lombardo, con la sua scrittura brillante, memore del grande melodramma ottocentesco, al servizio di una trama da pochade irresistibile e piena di spunti melodici che rimangono impressi nella mente, inducendo a ricanticchiarli una volta usciti da teatro. Proprio ciò che alla prima palermitana del 1955 fece arricciare il naso alla critica imbevuta di nuova musica e pregiudizievolmente contraria alla scrittura tradizionale, al contrario del pubblico favorevole al pastiche. Oggi Il cappello gira per tutto il mondo, corroborando la fama internazionale di Rota, legata soprattutto alla musica per film con registi quali Fellini, Visconti e Coppola. Bene ha fatto, quindi, la fondazione cagliaritana a inserirlo nella programmazione 2026 che si chiuderà in novembre con il classico Rigoletto.

L’edizione del Lirico poggia sulla solida bacchetta del maestro Valerio Galli che, fin dall’ouverture zeppa di frammenti dell’opera secondo il costume ottocentesco, tiene saldi palco e orchestra, delibando finezze strumentali e reminiscenze con il massimo risultato nel concertato del finale terzo e nel temporale di gusto rossiniano. 

In una compagnia vocale fusa e omogenea è protagonista assoluto Marco Ciaponi (già finissimo Don Ottavio nel 2019 e in altri ruoli) che spiega la sua bella voce anche in ambiti belcantistici, restituendo un Fadinard di spessore, efficacissimo pure dal punto di vista della recitazione. Ottimi i due “buffi”, Marco Filippo Romano e Roberto Lorenzi (rispettivamente Beaupertuis, marito tradito, e Nonancourt, padre della sposa), alle prese con personaggi in cui canto e capacità attoriali si amalgamano di continuo con risultati di grande effetto. Lavinia Bini disegna una Elena fresca con escursioni nelle note alte riuscitissime e tali da caratterizzare il personaggio. Ana Victória Pitts è la baronessa, affascinante e spiritosa al punto giusto con un timbro scuro efficace. Il gruppo femminile si conclude con Anna Maria Sarra, moglie fedifraga, e Maria Rita Combattelli (la modista), perfette nei loro ruoli. Gli altri personaggi minori si distinguono tutti anche per la partecipazione di attori al servizio di voci educate che contribuiscono alla riuscita complessiva e sono Mauro Secci (nel doppio ruolo di Felice e Achille di Rosalba, ben differenziati), Paolo Nevi (lo zio Vézinet), Antonino Giacobbe (Emilio), Tommaso Nicolosi (nella spiritosa caratterizzazione della guardia) e, infine, il primo violino dell’orchestra Gianmaria Melis che compare a sorpresa nel ruolo di Minardi dalla platea.

L’allestimento, proveniente dal teatro Carlo Felice di Genova, si colloca tra i risultati più felici di Damiano Michieletto con una regia – ripresa da Paola Ornati – che asseconda perfettamente i meccanismi a orologeria di Labiche & Michel con gags, colpi di scena, imprevisti che sottolineano l’azione indiavolata, spostata dal 1850 a circa un secolo dopo. Sono fondamentali le belle scene di Paolo Fantin, riprese da Francesca Amato, in un gioco vorticoso di porte nel quale la piattaforma sghemba e rotante delinea con pochi arredi i numerosi cambi di scena. I costumi di Silvia Aymonino, ripresi da Vera Pierantoni Giua, sono felicissimi anche nella netta distinzione tra gli invitati campagnoli e gli ospiti altolocati della baronessa (il brillante coro è istruito dal nuovo maestro Massimo Fiocchi Malaspina). Le luci indovinate di Luciano Novelli, riprese da Andrea Ledda, completano l’elenco della distribuzione. 

Successo estremamente caloroso da parte di un pubblico che riempiva la sala, perfettamente coinvolto, decretando un trionfo agli artefici dello spettacolo.

Franco Masala

© foto di Angelo Cucca

Data di pubblicazione: 25 Settembre 2026

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