Il riflesso malinconico della notte. Il Notturno ritrovato di Ottorino Respighi

Ottorino Respighi

Era il 3 maggio 1906 a Bologna. Al Teatro Comunale 85 orchestrali sul palcoscenico, reclutati tra musicisti disponibili in città, studenti del Liceo Musicale ed elementi presi dalla Società Orchestrale Bolognese, ferma da diversi mesi per la fallita stagione al Comunale, si sarebbero esibiti alle ore 15 per l’ultimo appuntamento dei “Concerti Mugellini”. Dire che il programma e gli interpreti fossero straordinari è poco: al pianoforte Ferruccio Busoni, interprete del suo stesso Concerto op. 39 per pianoforte, orchestra e coro maschile e della sua Fantasia e Fuga in re maggiore per organo trascritta da Bach, il poema sinfonico Jaufré Rudel di Gandino e i Tre piccoli pezzi dello stesso Bruno Mugellini, che a breve sarebbe salito sul podio. A completare il programma, l’Humoresque (poi Burlesca P 059) e il Notturno (P 074) di Ottorino Respighi. Tutto è dunque pronto: ma la celesta in viaggio da Milano non arriva in tempo. Il concerto avrà luogo comunque, ma i due brani del Respighi che giustappunto prevedevano il suono di quella dolce ed eterea tastiera, rimangono ineseguiti sui leggii.

Questa sfortunata occasione avrebbe dovuto essere la première del Notturno per orchestra di Ottorino Respighi, ma come spesso accade, una sventura può rivelarsi il preludio a un’opportunità migliore. Ed ecco che il Notturno scritto nel 1905 (come indicato dallo Zanetti in La musica italiana nel Novecento) vedrà invece la sua prima esecuzione oltreoceano, il 6 gennaio 1908 sotto la direzione di Rodolfo Ferrari niente meno che al Metropolitan di New York per il Grand Sunday Night Concert. Questo fu a tutti gli effetti il debutto di Respighi negli Stati Uniti, ben prima delle tournée che organizzò per lui l’impresario Arthur Judson tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Quattro volte Respighi salpò per gli Stati Uniti toccando i maggiori centri musicali e le orchestre dell’epoca quali New York, Philadelphia, Washington D.C., Denver, Cleveland, Baltimora, Chicago, Cincinnati, Los Angeles e San Francisco.

Rodolfo Ferrari

Ad oggi considerato perduto, il manoscritto del Notturno è stato recentemente rinvenuto, trascritto ed edito in prima edizione dal direttore d’orchestra e musicologo Elia Andrea Corazza. Il pezzo godette di una discreta circolazione negli anni immediatamente successivi alla prima esecuzione newyorkese ma scomparve dai pubblici concerti subito dopo la prima guerra mondiale. Alcune parti del Notturno furono riutilizzate dallo stesso Respighi nel 1910 e confluirono nell’opera Semirâma, nella sesta scena del terzo atto.

Il ritrovamento del Notturno ci permette quindi di tornare in possesso di pagine preziose che hanno portato il nome del grande compositore bolognese nel Nuovo Mondo. Secondo le cronache del tempo ebbe poi grandi riconoscimenti e successi con opere in prima esecuzione quali il Concerto in modo misolidio e la Toccata, entrambe eseguite per la prima volta alla Carnegie Hall con l’autore alla tastiera e Willem Mengelberg sul podio (1925), Maria Egiziaca (1932) sotto la direzione di Respighi sul podio in sostituzione di Toscanini, costretto al riposo a causa di un’artrite al braccio o come Feste romane, eseguito per la prima volta a New York nel 1929 per finire con Metamorphoseon modi XII, eseguito per la prima volta a Boston nel 1930.

L’edizione è stata redatta sulla base dell’unico testimone disponibile della partitura e delle parti staccate. La partitura completa non è autografa ma è opera di copista, così come le parti degli archi. Invece, tutte le parti dei legni e degli ottoni sono autografe, redatte proprio da Respighi e non da un copista. Una particolarità contraddistingue questa versione che prevede l’uso del sassofono contralto, all’epoca uno strumento di recente invenzione, raffinatamente d’avanguardia, poco utilizzato al di fuori dalla Francia e dagli Stati Uniti. L’Autore stesso prevede la possibile sostituzione del sassofono contralto con il corno inglese, come avviene nella versione incorporata in Semirâma.

La prima pagina della partitura ricostruita

Il Notturno regala un ascolto che appartiene al mondo onirico del compositore, nell’orizzonte dove quella sfumatura del carattere malinconico, spesso descritto dalla moglie Elsa, emana il suo potere descrittivo. Le parti orchestrali, spesso suddivise tra gli stessi leggii degli archi, riesce a tratteggiare in modo raffinato i contorni sfuocati che soltanto una visione notturna restituisce. Il punto dove vista ed udito si fondono e si completano nell’atto del percepire, andando ben oltre il semplice vedere e sentire.

Emy Bernecoli

Il “Notturno” di Respighi sul sito Universal

Data di pubblicazione: 11 Settembre 2026

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