
INTUIZIONI DEL TEMPO (musiche di Rameau, Beethoven, Dragonetti e Schubert) contrabbasso solista Giuseppe D’Amico Ensemble della Fondazione Accademia Ducale, direttore Lorenzo Antonio Iosco
Potenza, Teatro Francesco Stabile, 5 giugno 2026 , Frattamaggiore, Santuario dell’Immacolata Concezione, 6 giugno 2026, Cortona, Chiesa di Santa Maria Nuova, 7 giugno 2026
Un caloroso riscontro di pubblico ha accompagnato le tre tappe di “Intuizioni del Tempo”, il progetto presentato dall’Ensemble della Fondazione Accademia Ducale Centro Studi Musicali a Potenza, Frattamaggiore e Cortona. Inserito nella stagione concertistica 2026 “Echi di Bellezza”, dedicata quest’anno a una riflessione sull’esperienza estetica ispirata al pensiero di Immanuel Kant, il concerto ha offerto un percorso nel quale musica, memoria storica e narrazione si sono intrecciate in una proposta di notevole coerenza culturale e artistica.
Sotto la direzione di Lorenzo Antonio Iosco, l’ensemble ha costruito un itinerario attraverso epoche e linguaggi differenti, assumendo come filo conduttore la figura di Aurora Sanseverino, duchessa di Laurenzana, poetessa e mecenate tra le personalità più influenti della vita culturale italiana tra Sei e Settecento. Nel tricentenario della sua scomparsa, le letture curate da Angela Vietri hanno accompagnato il pubblico lungo il percorso musicale, restituendo il profilo di una donna che fece della cultura uno strumento di dialogo, crescita e responsabilità civile.
Il concerto ascoltato a Frattamaggiore si è aperto con i Tambourins e la Danse du Grand Calumet de la PaixdiJean-Philippe Rameau, con cui si è immediatamente definito il carattere della serata. L’ensemble ha affrontato queste pagine con energia controllata e grande attenzione al dettaglio stilistico, restituendo con efficacia il gusto teatrale e la vitalità ritmica del compositore francese, la cui scrittura conserva ancora oggi una sorprendente freschezza comunicativa.
Dalla Francia settecentesca si passava a quattro dei dodici Valzer WoO 16bdiLudwig van Beethoven, proposti con equilibrio e naturalezza espressiva. Di queste pagine raramente eseguite è emersa una lettura capace di evidenziare come anche nelle composizioni più brevi Beethoven manifesti una personalissima capacità di elaborazione musicale. L’esecuzione dei Valzer WoO 16b si inseriva nel lungo lavoro di ricerca che l’Accademia Ducale dedica a questo repertorio poco frequentato. L’integrale dei dodici valzer è stata presentata anche in sedi internazionali, tra cui il MISA Festival di Shanghai, mentre alcune esecuzioni dirette da Shlomo Mintz sono state trasmesse da Rai 5 e Radio 3.
Il centro del programma era rappresentato dal Concerto n. 2 per contrabbasso di Dragonetti, affidato a Giuseppe D’Amico, protagonista di una prova solida e convincente, caratterizzata da sicurezza tecnica, precisione d’intonazione e attenzione al fraseggio. Il virtuosismo della partitura è stato sempre posto al servizio dell’espressione musicale, mettendo in luce le inattese qualità cantabili del contrabbasso. La conclusiva Sinfonia n. 8 “Incompiuta” di Schubert, nella versione per ensemble da camera, ha trovato nella direzione di Lorenzo Antonio Iosco e nella compattezza dell’ensemble una lettura equilibrata e intensa, capace di valorizzarne tanto la forza evocativa quanto il lirismo più raccolto dell’Andante con moto.
L’Ensemble dell’Accademia Ducale ha confermato nel complesso precisione tecnica, versatilità stilistica e una notevole coesione musicale, dimostrando una convincente capacità di adattare il proprio linguaggio interpretativo alle differenti estetiche dei compositori affrontati.
Al termine del concerto, i calorosi applausi del pubblico hanno ottenuto un bis: la Danse du Grand Calumet de la Paix di Rameau. Riproposta con brillantezza ed energia, la pagina che aveva aperto il programma è divenuta anche il suo festoso sigillo conclusivo, chiudendo il percorso musicale della serata.
Attraverso Rameau, Beethoven, Dragonetti e Schubert, “Intuizioni del Tempo” ha costruito un itinerario che attraversava danza, teatralità, virtuosismo e introspezione romantica. Nel dialogo con le letture dedicate ad Aurora Sanseverino, il concerto ha assunto il carattere di un vero racconto musicale, nel quale la bellezza si manifestava non soltanto come valore estetico, ma come memoria, pensiero e relazione.
Particolarmente significativa appare inoltre l’attenzione che la Fondazione Accademia Ducale riserva ai temi dell’inclusione e della partecipazione culturale, coinvolgendo attivamente persone con disabilità nell’accoglienza e nell’organizzazione delle attività concertistiche, come è avvenuto a Potenza. Un approccio che conferma una visione della cultura come esperienza realmente condivisa, nella quale qualità artistica e responsabilità sociale procedono insieme.
Lorenzo Fiorito
foto: Raffaele Saviano