I giovani della Chigiana sfidano il mito di Don Giovanni

MOZART Don Giovanni T. Inoue, K. Baliviera, S. Colucci, N. Zappa, A. Trevenzuoli, M. Chadames, A. Kola, P. Castellari; Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, Chigiana Vocal Ensemble, direttore Nicolò Jacopo Suppa regia Henning Brockhaus scene e costumi Giancarlo Colis coreografia Valentina Escobar costumi Clelia De Angelis luci Eva Bruno
Siena, Teatro dei Rozzi, 20 luglio 2026

Fra i titoli del repertorio operistico, Don Giovanni rappresenta uno dei banchi di prova più impegnativi per un giovane interprete. La straordinaria ricchezza della partitura mozartiana e la complessità drammaturgica del libretto di Lorenzo Da Ponte impongono infatti non soltanto il controllo della scrittura vocale, ma anche la capacità di dare corpo a personaggi nei quali comicità e tragedia convivono senza soluzione di continuità. È questa la sfida affrontata dal Corso di Canto dell’Accademia Chigiana, guidato da William Matteuzzi, che ha presentato al Teatro dei Rozzi di Siena, nell’ambito della Chigiana International Festival & Summer Academy e nel 270° anniversario della nascita di Mozart, il Don Giovanni prodotto dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, con due cast alternativi.

La regia di Henning Brockhaus propone una lettura contemporanea. Il protagonista non appartiene più alla Siviglia del Seicento, ma a un presente nel quale il desiderio si traduce in ricerca compulsiva del possesso e dell’affermazione di sé. Costumi attuali, installazioni sospese e proiezioni di arte contemporanea non puntano alla provocazione, ma intendono rileggere il mito di Don Giovanni alla luce della sensibilità corrente. Questa prospettiva si inscrive nel solco di un’attualizzazione ormai largamente diffusa nella regia mozartiana; il suo interesse dipende soprattutto dalla capacità di trasformare tale scelta in una lettura che aggiunga qualcosa alla comprensione dell’opera. L’impianto scenico trova coerenza nel lavoro di Valentina Escobar per la coreografia, di Giancarlo Colis per scene e costumi, di Clelia De Angelis per i costumi e di Eva Bruno per il disegno luci, con il contributo delle danzatrici dell’Accademia Siena Danza, diretta da Anastasia Sardo. Anche il Chigiana Vocal Ensemble, preparato da Lorenzo Donati, partecipa con equilibrio alla costruzione dell’insieme teatrale.

Sul podio Nicolò Jacopo Suppa, anch’egli formatosi alla Chigiana sotto la guida di Daniele Gatti e Luciano Acocella, guida un organico dell’Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti ridotto rispetto a quello previsto dalla partitura, privilegiando la chiarezza del disegno musicale e il costante dialogo con il palcoscenico. Ne deriva una lettura che lascia respirare le voci e accompagna con naturalezza l’evoluzione dell’azione teatrale.

Nel ruolo del protagonista Tamon Inoue propone un Don Giovanni aderente alla lettura registica: cinico, manipolatorio e dominato da un inesauribile impulso alla conquista. La vocalità, omogenea e ben proiettata, sostiene una presenza scenica costante nella quale gesto e parola concorrono alla costruzione del personaggio. Kevin Baliviera orienta il proprio Leporello verso la componente buffa e sardonica del servo mozartiano. Il fraseggio vivace mette in evidenza soprattutto il versante ironico del personaggio, anche se la capacità attoriale appare ancora acerba nei tempi comici più scoperti, dove il gioco scenico rischia di restare più accennato che pienamente costruito, in un rapporto con il protagonista sviluppato più sul gioco teatrale che sulla riflessione amara.

Stefano Colucci tratteggia un Don Ottavio nel quale l’accuratezza del fraseggio si accompagna alla costante dedizione verso Donna Anna, restituendo al personaggio quella funzione di equilibrio emozionale che Mozart e Da Ponte gli affidano; la tessitura del ruolo mette talvolta alla prova uno strumento vocale ancora in evoluzione.

Fra le figure femminili spiccano soprattutto Donna Elvira e Zerlina. La prima è cantata da Annapaola Trevenzuoli, che concentra il proprio lavoro interpretativo sulle continue oscillazioni emotive del personaggio, cercando di restituire quella tensione fra passione, indignazione e speranza che costituisce il nucleo drammatico di Elvira. Marina Chademes costruisce una Zerlina nella quale spontaneità scenica e controllo musicale procedono insieme: la civetteria del personaggio rimane sempre naturale, senza scivolare nella leziosità, mentre il rapporto con Masetto e con Don Giovanni si sviluppa con immediata naturalezza.

Nicoletta Zappa affronta Donna Anna, una delle parti più impegnative del repertorio mozartiano, con buona sensibilità musicale e attenzione alla linea del canto. Nei passaggi di maggiore impegno la leggerezza dello strumento vocale è compensata da un fraseggio attento e da una sincera partecipazione espressiva.

Completano il cast Adelion Kola, che affronta il Commendatore con sobrietà, e Paolo Castellari, che propone un Masetto spontaneo, la cui caratterizzazione potrebbe acquisire una maggiore definizione drammatica

Sarebbe improprio valutare queste prove con il metro riservato ad artisti ormai pienamente maturi. Più importante è osservare come ciascun interprete affronti un’opera che rappresenta una delle tappe più impegnative nel percorso di un cantante. Alcuni profili rivelano una personalità già ben definita, altri lasciano intravedere interessanti margini di crescita; in tutti, però, si riconosce il serio lavoro svolto sullo stile mozartiano, sul rapporto fra musica e parola e sulla costruzione teatrale del personaggio. Il lungo applauso finale con cui il pubblico ha salutato lo spettacolo ha confermato la validità di questo progetto artistico e didattico: affidare a giovani interpreti una delle partiture più complesse del repertorio e sottoporre il loro lavoro alla verifica del palcoscenico e del pubblico.

Lorenzo Fiorito

Foto: Daniela Neri

Data di pubblicazione: 23 Luglio 2026

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