Parata di stelle all’Arena di Verona (con la chicca di Katia)

Cecilia Gasdia l’aveva promesso da quando, nel gennaio 2018, ha preso le redini di una Fondazione Arena di Verona in crisi di pubblico, di identità ed economica: voleva riportare nell’anfiteatro i migliori cantanti del mondo. E se già con l’edizione 2019 sembrava che ci fosse riuscita (uno per tutti: il Trovatore con una fantasmagorica Anna Netrebko), quest’anno l’ex soprano veronese ha fatto ancora di più e di meglio. Di fatto, bisogna faticare per trovare un “grande nome” della lirica odierna che non si esibirà, almeno per una sera, quest’estate all’Arena. Il comunicato stampa, che si può scaricare qui, sciorina una serie di artisti di valore indiscusso (ed altri invece più discutibili, ma di indubbio richiamo): Alagna, Marcelo Álvarez, Roberto Aronica, Angel Blue, Jorge de León, Plácido Domingo, Amartuvshin Enkhbat, Yusif Eyvazov, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi, Aida Garifullina, Alberto Gazale,  Vittorio Grigolo, Saioa Hernández, Ruth Iniesta, Murat Karahan, Jonas Kaufmann, Aleksandra Kurzak, Nino Machaidze, Emily Magee, Ambrogio Maestri, Angela Meade, Francesco Meli, Chris Merritt, Anna Netrebko, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, George Petean, Olesya Petrova, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Katia Ricciarelli, Luca Salsi, Ekaterina Semenchuk, María José Siri, Rafał Siwek, Carlo Ventre, Sonya Yoncheva, Elena Zilio.

Quindi, per il dittico Cavalleria-Pagliacci, che verrà affidato con bella scommessa alla regia del debuttante Gabriele Muccino, la chicca di una Katia Ricciarelli come Mamma Lucia, il debutto di Grigolo come Canio e la scommessa (che a memoria ci pare inedita) di ben due cantanti a sostenere entrambi i ruoli femminili, Santuzza e Nedda, ossia la Siri e la Kurzak. E poi cinque Violette per sei recite di Traviata, Chris Merritt come Altoum, il debutto della Meade e della Magee… Insomma, niente di cui lamentarsi.

Infine, i succosissimi galà: la serata Kaufmann (si vocifera di un intero primo atto di Valchiria con la Serafin), quella per l’eterno Placido Domingo, il poker d’assi Netrebko-Eyvazov-Barcellona-Maestri e la Nona sinfonia (poteva mancare Beethoven?) diretta da Ezio Bosso. E per il 2021, una nuova Aida a 150 anni dalla prima, aspettando il 100° festival areniano, nel 2022. Che dire: tutti all’Arena!! (www.arena.it)

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