La querelle Nuccio-Opera di Roma: parola a Alessio Vlad

Il 20 gennaio Slipped Disc, il sito di Norman Lebrecht, riferiva quanto segue (qui il link originale):

“La scorsa settimana, Jessica Nuccio doveva cantare quattro recite della Traviata all’opera di Roma. Alla generale, ha ottenuto dal direttore il permesso di accennare la parte, perché la generale si svolgeva solo 36 ore prima della recita. Questo non è stato gradito da Alessio Vlad, il direttore artistico, che si è lanciato in una tirata contro Jessica davanti all’intera compagnia: una scenata così violenta da causarle un attacco di panico, tanto che si è dovuta chiamare un’ambulanza.

Quindi è stata protestata dalla produzione. Il giorno seguente, il teatro ha chiesto un certificato medico per far sì che ella dichiarasse di essersi ritirata di sua volontà dalle recite, cosa che non è stata accettata. Era in grado di cantare”.

Il messaggio, conclude Lebrecht, è stato recapitato da “amici di Jessica”.

A questo punto la redazione di MUSICA ha ritenuto opportuno contattare il Maestro Alessio Vlad, che ci ha dichiarato quanto segue.

Premettendo che questa prova generale era stata organizzata proprio per mettere a suo agio la signora Nuccio, unica dei tre soprani a non avere ancora cantato in questa produzione, questi sono i fatti:

1) La prova generale non era chiusa ma destinata ad un pubblico di studenti.

2) La cantante Jessica Nuccio prima della prova aveva annunciato che non avrebbe cantato tutto in voce, ma in parte accennato. Accennare, soprattutto in una prova generale, significa risparmiarsi, omettendo le parti più faticose e adattando alcune parti del ruolo ma comunque assicurare una linea di canto che possa in ogni caso essere di riferimento ai cantanti, al coro e all’orchestra e tutti i maestri collaboratori. Fin dall’inizio della generale la cantante non solo non ha accennato una linea vocale ma si è limitata ostinatamente a “recitare” i versi parlando e quindi a non risultare “udibile”.

3) Al direttore artistico che, salito sul palcoscenico e senza che la prova si interrompesse, le chiedeva, gentilmente (esiste un video) di cantare Jessica Nuccio opponeva un netto e sgarbato rifiuto.

4) A quel punto il primo violoncello dell’orchestra, garbatamente e sempre senza interrompere la prova, continuando a non sentire la protagonista dell’opera (tutti gli altri cantanti facevano la loro parte normalmente), chiedeva al direttore d’orchestra cosa stesse succedendo; la cantante, interrompendo di sua stessa iniziativa la prova, si avvicinava al proscenio e si rivolgeva all’orchestra in modo arrogante e irrispettoso. A questo punto il Maestro sospendeva la prova, giudicando inutile andare avanti in quelle condizioni.

5) Non appena il direttore artistico, sulla soglia del camerino, annunciava alla signora Nuccio che dopo tali comportamenti sarebbe stata protestata e immediatamente sostituita, ella gli si scagliava contro violentemente, urlando, insultandolo e aggredendolo verbalmente. Allontanatosi il direttore artistico, sempre urlando, chiedeva l’intervento del medico del Teatro, di una autoambulanza e della polizia.
I medici non riscontravano alcun male e la polizia lasciava in breve tempo il Teatro dopo aver redatto un verbale.

6) È bene precisare che durante le prove precedenti alla Nuccio erano state fatte diverse correzioni al suo modo di cantare e alla sua impostazione della parte. Queste richieste non erano mai state eseguite dalla Nuccio in modo soddisfacente e la prova generale era rimasta l’ultima possibilità per verificare la corretta esecuzione delle richieste fatte dal direttore d’orchestra e dal direttore artistico.

7) Il pubblico di studenti, successivamente, con decisione ha protestato con il Sovrintendente e con il Direttore Artistico.

8) La signora Nuccio è stata protestata non solo dal direttore artistico, ma il Sovrintendente stesso ha voluto controfirmare l’atto, per sottolineare come sia stata una scelta di tutto il teatro.

Alessio Vlad, inoltre, conclude affermando che “ci sono le relazioni scritte sull’argomento del direttore d’orchestra Pietro Rizzo, del maestro del coro Roberto Gabbiani, del direttore musicale di palcoscenico Carlo Donadio e del direttore di scena Giordano Punturo che collimano su tutto quanto descritto”, oltre che i video che hanno ripreso la scena.
 

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