Libertà e controllo: Eric Lu convince a Vicenza

SCHUBERT Impromptus Op. 142 n. 1 e n. 2 CHOPIN Polonaise Op. 44; Ballata Op. 52 n. 4; Polonaise Op. 71 n. 2; Notturno Op. 27 n. 1; Sonata Op. 58 n. 3 pianoforte Eric Lu

Vicenza, Teatro Comunale, 21 aprile 2026

Quella di Vicenza è stata l’unica data italiana di una lunga tournée che da Londra, attraverso il centro Europa, porterà Eric Lu fino in Asia, tra Cina e Corea. Un appuntamento dunque di particolare rilievo, affidato a un pianista che, dopo il Primo premio al Concorso Chopin di Varsavia dello scorso anno, non ha certo bisogno di presentazioni.

Il teatro era praticamente sold out, segno di un’attesa ben percepibile in sala. E la Società del Quartetto, con apprezzabile spirito di coinvolgimento verso tutti gli spettatori e per non lasciare penalizzato il pubblico dell’ala destra, ha predisposto un grande schermo sul quale venivano proiettate in presa diretta le mani del pianista. L’effetto, a dire il vero, può inizialmente spaesare: vedere un interprete classico sul megaschermo, quasi come una rockstar da stadio, produce una sensazione insolita. Eppure il sistema funziona bene sul piano della partecipazione e del coinvolgimento del pubblico. Peccato soltanto per una regia video non sempre attentissima: proprio nei passaggi più interessanti la telecamera indugiava talvolta più sul volto del pianista che non sulle sue agili dita fra i tasti, che sarebbero state invece il dettaglio più eloquente da seguire.

Il programma accostava Schubert e Chopin, due mondi diversi ma accomunati dalla necessità di un interprete capace di dare continuità al fraseggio e senso interno al discorso musicale. Ed è proprio su questo terreno che Eric Lu ha convinto maggiormente.

Negli Improvvisi op. 142 di Schubert, proposti secondo quella lettura che esclude il terzo pezzo, Lu ha mostrato un tocco delicato ma sempre presente. La sua qualità migliore sta nella capacità di legare le note in un flusso continuo, dove crescendi e diminuendi sembrano parte di un unico respiro. Ne nasce una lettura densa e intensa, mai appesantita, sempre sorretta da una forte coerenza musicale.

Ma è in Chopin che avviene la vera trasfigurazione. Nella Ballata n. 4 op. 52 non si ascolta mai un semplice fluire di note: ogni suono respira, ogni passaggio trova il proprio peso espressivo, e il fraseggio di Lu trascina l’ascoltatore con naturalezza e profondità. Il suo è uno Chopin fresco e vivo, non formale né distaccato, ma intenso e musicalmente profondo. Colpisce soprattutto il modo in cui anche i silenzi, le pause improvvise, sembrano caricarsi di tensione, come se anch’essi suonassero.

Molto eloquente anche la Polonaise op. 71 n. 2, aperta da due accordi granitici affrontati da Lu con grande maestria. A impressionare è anche l’essenzialità del gesto: quasi solo le dita imprimono forza ed energia alla tastiera, senza alcuna gestualità superflua, appena accompagnate da un lieve movimento del capo. Tutto è concentrato nel suono, nella precisione dell’attacco, nella qualità del fraseggio.

Nel Notturno op. 27 n. 1 il pianista ha confermato un Chopin fatto non di vaghezza, ma di linea, respiro e intensità sorvegliata. E nella Sonata n. 3 op. 58 ha mostrato di saper tenere insieme libertà poetica e controllo della forma, senza mai cedere al puro sfoggio virtuosistico.

Al termine, dopo applausi calorosi e ripetute grida di “bravo”, Lu ha concesso tre bis. Un epilogo generoso, che ha prolungato il clima di forte adesione del pubblico. Tra i bis, pagine di Schubert, uno Schumann straordinario e infine Mozart, forse il momento meno centrato proprio per la stanchezza inevitabile lasciata da un programma così intenso e impegnativo. Ma si è trattata di una lieve ombra dentro una serata di altissimo livello, accolta con entusiasmo pienamente meritato.

Il recital vicentino ha così confermato la statura di un interprete di altissimo livello, sia dal punto di vista virtuosistico ma anche dalla visione musicale profonda, capace di trasformare il pianoforte in una voce che non ostenta, ma persuade dall’interno. Se Schubert ha messo in luce la qualità del tocco e la leggerezza variopinta della lettura, è stato Chopin a rivelare in modo pieno la cifra più personale di Eric Lu.

Mirko Gragnato

Crediti: Colorfoto

Data di pubblicazione: 23 Aprile 2026

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