Tromba o flicorno? Tutti e due

MOZART Divertimento in re magg.; Quintetto per corno KV. 407 (trascrizione per flicorno) KREISLER Liebesleid e Liebesfreud per quartetto d’archi BÖHME Tarantella La Napolitaine per tromba e quartetto d’archi TZINTZADZEFour Miniatures per quartetto d’archi POULENC Les chemins de l’amour per flicorno e quartetto d’archi PIAZZOLLA Tango Ballet per quartetto d’archi ARBAN Carnevale di Venezia per tromba e quartetto d’archi Gershwin String Quartet; tromba e flicorno soprano Sergei Nakariakov 

Isola Madre, Stresa, 24 agosto 2017

 

In partenza da Stresa, il battello si spinge verso l’Isola Madre del Lago Maggiore, e ci accomodiamo nel parco immersi nel verde, dove ci tiene compagnia il Cipresso del Cashmere, vecchio di oltre duecento anni. Il concerto si apre con il Divertimento in re magg. di Mozart; a seguire l’interessante Quintetto per corno e archi KV 407, composto a Vienna nel 1782, che deve la sua creazione all’amicizia del compositore con il cornista Joseph Leutgeb (1745-1811), originario di Salisburgo. Ottimo strumentista, Leutgeb aveva aperto nella capitale asburgica un negozio di latticini, senza per questo tralasciare il proprio strumento. Questo particolare quintetto è concepito in senso concertante, con tocchi di vivace umorismo, soprattutto nel movimento finale. La particolare sensibilità timbrica di Mozart è dimostrata in quest’opera dall’insolito organico oltre, naturalmente, al corno solista (in questo concerto sostituito dal flicorno di Nakariakov), che egregiamente interpreta con timbri scuri e molto caldi senza mai sforzare il suono.

Si prosegue con una composizione di Sulkhan Tsintsadze, uno dei più importanti compositori della Georgia, che ha iniziato la sua carriera musicale nel 1940 come violoncellista. La sua prima composizione, basata su musiche folkloristiche georgiane, Four Miniatures per quartetto d’archi, è stato un successo immediato.

Altra trascrizione è Les chemins de l’amour di Francis Poulenc. Una valse chantée contenuta nella musica di scena per Léocadia di Jean Anouilh. Al tempo Yvonne Printemps ne fu un’interprete singolare: la sua originale emissione vocale le permise di trasmettere la leggerezza e l’ironia della melodia, che si ispira alla tradizione dell’operetta. Nel comporla, Poulenc confidò che la spensieratezza che esprimeva lo aiutava ad alleggerire il suo cuore dai pensieri negativi che lo opprimevano in un momento in cui Parigi era sotto l’assedio tedesco. Qui Sergei Nakariakov dà il meglio di sé nel colore e nella cantabilità, nella produzione del suono pastoso che rende alla perfezione il pensiero di Poulenc.

La Tarantella La Napolitaine di Böhme permette di sfoggiare tutto il virtuosismo della tromba: l’artista incanta con la leggerezza di passaggi incredibilmente difficoltosi tra doppi e tripli staccati, cantabili, salti di ottava, respirazione circolare (che permette di emettere il flusso d’aria senza interrompere il suono).

Infine la più nota e suonata composizione per tromba, le variazioni sul Carnevale di Venezia di Jean-Baptist Arban (1825-1889), trascritte per quartetto d’archi. Arban è stato per pochi anni assistente di Adolphe Sax, l’inventore dell’omonimo strumento a pipa: era addetto alla qualità degli strumenti e brevettò più tardi la “cornetta Arban’’. Il Carnevale è contenuto nell’indispensabile “Metodo per cornetta a pistoni e saxhorn” dello stesso compositore-trombettista, ancora oggi utilizzato nei conservatori di tutto il mondo. Si inizia con la classica introduzione cantabile, dove Nakariakov mantiene il suono particolarmente profondo anche con la tromba, passando al tema e poi alle variazioni. La quarta variazione è da funamboli senza rete, con salti oltre l’ottava a velocità elevatissima, che dimostrano tutta la qualità tecnica e la pulizia esecutiva del virtuoso russo: Sergei Nakariakov è di un livello talmente superiore che sembra un marziano rispetto ai quattro archi presenti sul palco.

Sergej Nakariakov

Il nome del quartetto è preso dal primo violinista dell’ensemble, Michel Gershwin, musicista che vede riconosciuto il suo valore a livello internazionale dal 1988, quando vinse la “David Oistrach Competition”. Gli altri componenti, tutti di scuola russa, Nathalia Raithela al violino, Juri Gilbo alla viola e Dmitrij Gornowskij al violoncello, sono legati da oltre 25 anni di attività musicale, ma questa sera, purtroppo, mancava la liaison tra i quattro, non c’era pathos, fraseggio e il vento non era abbastanza forte per coprire le imprecisioni evidenziate dai diffusori ben amplificati nel parco.

Una curiosità: il flicorno soprano, su richiesta del trombettista, è stato costruito e modificato dalla Courtois: l’aggiunta del quarto pistone permette di scendere di un’ulteriore ottava, raggiungendo il registro tipico del violoncello.

Paolo Zecchini

(crediti: Lorenzo Di Nozzi / Stresa Festival)

 

 

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