Erica Piccotti, talento del violoncello, in concerto a Venezia

La giovane violoncellista Erica Piccotti, nata a Roma nel 1999, è un talento già in carriera: nel febbraio del 2016 si è esibita al Teatro Dal Verme di Milano con i Pomeriggi Musicali, ma già nel 2012 aveva suonato con Mario Brunello per il Concerto di natale alla Camera dei Deputati. Con la pianista Monica Cattarossi sarà la protagonista, domenica 18 giugno alle 18:30, del concerto “a bordo d’acqua” all’Auditorium “Lo Squero”, ex cantiere veneziano recentemente restaurato dalla Fondazione Giorgio Cini, che, grazie alla sua eccezionale acustica e alla posizione privilegiata – che si affaccia direttamente sulla laguna verso la Riva dei Sette Martiri, sui giardini della Biennale e l’isola di Sant’Elena – rappresenta uno spazio unico, che accorda perfettamente musica e immagine. Il concerto gode del supporto dell’Associazione “Musica con le Ali” (www.musicaconleali.it).

Come ti sei avvicinata al violoncello? Avevi dei modelli, in famiglia o altrove?

Mia madre è una bravissima pianista e mi ha fatto “respirare” musica sin da quando ero piccola; note e spartiti sono stati un po’ compagni di giochi. A 4 anni ho deciso di voler stringere tra le mani anche io, come già mio fratello maggiore, uno strumento e, come lui, ho scelto il violino. Qualche mese più tardi, però, ho scoperto il violoncello e….eccomi qua!!

Quali sono state le tappe principali della tua formazione musicale?

All’età di cinque anni sono entrata a far parte della “Juniorchestra” di Santa Cecilia a Roma, dove ho conosciuto Francesco Storino, che è stato il mio insegnante fino al diploma, conseguito presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma. Successivamente ho frequentato per due anni l’Hochschule der Künste di Berna nella classe di Antonio Meneses e continuo tuttora a seguire i suoi corsi di Alto Perfezionamento presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona.

Hai dei modelli di riferimento ai quali ti ispiri?

Da piccolissima ascoltavo sempre la violoncellista Jacqueline du Pré, era il mio idolo! Mi è sempre piaciuta la sua interpretazione del Concerto di Elgar che, tra l’altro, ha costituito proprio la mia prima esibizione in pubblico. Oggi, non ho un modello assoluto, ogni grande violoncellista ha qualcosa che lo contraddistingue e che mi piacerebbe possedere. In questo momento di crescita artistica sono alla ricerca di una mia dimensione che mi soddisfi pienamente

Hai già ottenuto prestigiosi riconoscimenti e importanti borse di studio: qual è il tuo obiettivo?

Il mio obiettivo principale è migliorare sempre di più, per potermi confrontare con altri musicisti in concorsi prestigiosi che potrebbero aiutarmi a “spiccare il volo”, come amiamo dire noi ragazzi dell’Associazione “Musica con le ali”.

Come ti sta aiutando (o ti potrà aiutare) l’Associazione “Musica con le ali”?

L’Associazione mi sta aiutando creando una rete di contatti in ambito musicale e organizzando concerti in prestigiose location, che mi danno l’opportunità di farmi conoscere. Inoltre, e sono davvero molto contenta di poterlo annunciare, con l’Associazione stiamo lavorando alla realizzazione di un progetto discografico.

Cosa suonerai a Venezia? Come hai scelto questo programma e, in genere, come decidi di arricchire il tuo repertorio?

Il programma di Venezia è molto vasto e spazia dalla Sonata n. 2 di Brahms alla Suite italienne di Stravinski, passando per i Phantasiestücke di Schumann e l’Adagio con variazioni di Respighi. Il programma, in questo caso, è frutto di una scelta dettata dal cuore. Tengo davvero molto a questo concerto e quindi in accordo con Monica Cattarossi, che suonerà con me, ho voluto proporre brani che mi coinvolgono particolarmente, e questa in generale è la linea che seguo abitualmente; a meno di precise richieste di brani per un concerto o concorso, il mio repertorio viene ampliato rispondendo all’esigenza emotiva di particolari momenti.

Come riesci a conciliare la vita privata, la scuola e lo studio dello strumento?

Non è facile, ma con un po’ di organizzazione si riesce! È necessario ottimizzare il tempo: studiare per la scuola nei treni, sugli aerei, nella metro e di notte se è necessario. Manca solo un anno al conseguimento della maturità e so di mettere a dura prova i miei professori con le assenze che faccio per inseguire il mio sogno, ma so che devo impegnarmi tanto anche con lo studio e organizzandomi, come dicevo prima, riesco a fare tutto! La maggior parte della mia vita privata scorre invece con la musica e quindi non ci sono problemi!

Quali sogni hai per il futuro?

Il mio sogno?  È semplice: vivere della mia musica!

Related Posts