La Diva Cecilia apre il Monteverdi Festival

CECILIA BARTOLI Gala Concert (musiche di Monteverdi, Händel, Vivaldi, Steffani, Mozart, Rossini) Les Musiciens du Prince – Monaco, direttore Gianluca Capuano

Cremona, Ateatro “Ponchielli”, 28 maggio 2026

Gli assidui frequentatori del Monteverdi Festival di Cremona ogni anno si aspettano di trovarsi di fronte a due appuntamenti fissi. Per consolidata tradizione l’exordium viene affidato al testamento spirituale di Claudio Monteverdi, il Vespro della Beata Vergine (il 7 giugno sarà la volta di Leonardo García-Alarcón alla direzione) e, a rotazione, viene allestito ex novo uno dei tre capolavori drammaturgici del genius loci giunti sino a noi (il 13/20 giugno toccherà a L’Incoronazione di Poppea per la regia di Roberto Catalano e la concertazione di Paul Agnew). Da qualche anno, per quanto concerne le nuove proposte melodrammatiche, viene sottratta all’oblio un’opera “veneziana” di Francesco Cavalli, conterraneo e collega a Venezia del “divin Claudio” (il 19/21 giugno risuonerà per la prima volta in epoca moderna Le nozze di Teti e Peleo per la regia di Petra Deidda e la concertazione di Antonio Greco).

Ma da tre anni a questa parte, quasi per un rito che sugge la propria linfa vitale dalla laica Religione dell’Arte di cui è ministrante e “gran sacerdote” Alberto Mattioli (referente per la comunicazione e per le relazioni esterne del Monteverdi Festival), si ripete il miracolo: “Santa” Cecilia [Bartoli] propone una serata di gala in grado di irretire anche “le più gelate menti”! A Cremona, a pochi giorni dal suo radioso genetliaco (il 4 giugno ha spento ben 60 candeline), ha dimostrato, una volta di più, che non si vive di formule magiche, elisir di lunga vita, pietre filosofali, bensì attraverso una “voce pensante”, di intelligenza e acume, di oculatezza di mezzi e sinergia d’intenti.

Una serata cucita su misura, sette interventi solistici – dal patetico al drammatico, dal guerresco all’agile e coloristico – accompagnata alla perfezione dall’orchestra Les Musiciens du Prince, diretta da Gianluca Capuano. Un consumato gioco di specchi in cui la bravura della Bartoli è stata riflessa dai solisti monegaschi: il violinista Thibaut Noally («Sovente il sole» da Andromeda liberata di Vivaldi); il trombettista Thibaud Robinne («Mie fide schiere» da I trionfi del fato di Steffani); il clarinettista Francesco Spendolini («Parto, ma tu ben mio» da La Clemenza di Tito di Mozart); l’arpista Markus Thalheimer («Assisa a pie’ d’un salice» da Otello di Rossini). Un repertorio di autori tra i più congeniali alla “diva romana”, che ha esordito – durante la serata del 28 maggio al “Ponchielli” – vestendo i panni della Musica, declamando la seconda stanza del prologo del monteverdiano Orfeo.

La parte barocca della serata è stata gestita direttamente al cembalo da Capuano, il quale ha legato senza soluzione di continuità i vari pezzi chiusi, improvvisando brevi cadenze e transizioni ad hoc. L’orchestra è un organismo pulsante e vivido, né più né meno della voce, e quindi ha bisogno di respirare. L’ossigeno de Les Musiciens du Prince, viene direttamente dalle percussioni di Saverio Rufo e Sebastiano Nidi, capaci di dare una profondità spaziale alla diversa texture timbrica dell’orchestra, non ridotta ai soli archi e neppure al solo accompagnamento. La formazione classica si è misurata con due pagine monstre – le ouverture da Le nozze di Figaro di Mozarte dalle opere rossiniane La Cenerentola e Il Barbiere di Siviglia – in cui la coesione tra archi, legni, ottoni e percussioni è stata evidente, anche in virtù della bacchetta di Gianluca Capuano, autentico direttore d’orchestra.

Tralascio le solite ritualità loggionistiche e melomaniache (che certo hanno ancora ragione d’essere se tributate a una vera diva dell’agone musicale, come la Bartoli), fatto sta che tra cambi iconici di costume, entrate gigionesche, ammiccamenti vari, non sono mancati mazzi di rose e fiori gettati in palcoscenico, standing ovation e diverse richieste di bis;tra di essi è simpatico ricordare una “romanza neo belcantistica” (improvvisata, sic!) con testo omaggiante Cremona, l’arte, la musica e… e anche la mostarda!

Michele Bosio

Data di pubblicazione: 8 Giugno 2026

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