Gamba-Werba: la poesia di Schumann dalla Scala (in streaming)

Markus Werba e Michele Gamba

SCHUMANN Liederkreis op. 39; Dichterliebe op. 48 pianoforte Michele Gamba baritono Markus Werba

Con il concerto in Scala del pianista Michele Gamba e del baritono Markus Werba il cartellone della musica in streaming si è arricchito di una pagina di pregevole valenza artistica con l’esecuzione del Liederkreis op. 39 e della Dichterliebe op. 48 di Robert Schumann, due raccolte del 1840 su versi, rispettivamente, di Joseph von Eichendorff e Heinrich Heine. Se a quest’ultimo è riconosciuta una presenza significativa nella poesia del tempo, il primo non gode della stessa considerazione; ma la sua è una lirica ricca di situazione poetiche tali da sollecitare la creatività immaginifica di Schumann, il Tondichter per eccellenza del romanticismo tedesco. Probabilmente solo Wagner dopo di lui è riuscito a porre sullo stesso piano parola e musica, anzi in qualche caso a calare la prima in un contesto musicale già definito sulla carta. Per altro, come ricorda Dietrich Fischer-Dieskau in una monografia sulla musica vocale di Schumann, era lo stesso compositore, tentato in gioventù di dedicarsi alla poesia, a consigliare a chi volesse eseguire Papillons per pianoforte di leggersi il romanzo incompiuto Flegeljahre di Jean Paul.

È alla luce di questa premessa storicamente documentata che si giustifica l’avere messo qui in apertura sullo stesso piano Gamba e Werba; sino alla corposa produzione liederistica di Schumann la parte pianistica era (è) considerata quasi sempre subalterna a quella cantata, di accompagnamento; nei suoi centocinquanta Lieder e più il rapporto cambia, come testimoniano ampiamente le prime e le ultime battute dei suoi Lieder, che anticipano e concludono il percorso non solo armonico ma anche, se non soprattutto, espressivo, poetico, della poesia musicata. È forse in Dichterliebe (Amore di poeta) che questo ruolo-chiave del pianoforte emerge in maniera più pregnante già con il Lied d’apertura “Im wunderschönen Monat Mai” (“In maggio, mese stupendo”) e ancora con le chiuse pianistiche di “Wenn ich in deine Augen’” (“Quando nei tuoi occhi”) e del bellissimo “Im Rhein, im heiligen Strome” (“Nel Reno, nel suo sacro corso”).

La voce di Werba restituisce appieno tutte le sfumature della scrittura vocale e fa capire perché solo un cantante di lingua tedesca possa davvero esaltarne ogni singolo tratto espressivo: da quello sognante di Mondnacht (Notte lunare) a quello drammatico di In der Fremde (In terra straniera), due gioielli di Liederkreis. Si deve all’intesa Gamba-Werba anche la convincente resa di immagini dolorosamente umoristiche nel senso schumanniano (e romantico) di coesistenza degli opposti come nell’ultimo di Dichterliebe “Die alten bösen Lieder” (“I vecchi canti cattivi”), dove canto e pianoforte dipingono magistralmente la disillusione di un amore destinato a essere rinchiuso: “Ich senkt auch meine Liebe / Und meinen Schmerz hinein” (“Dentro [la bara] vi ho calato \ anche il mio amore e le mie pene”].

Ettore Napoli   

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