Una Cavalleria senza scene convince Cagliari

(foto: Priamo Tolu)

MASCAGNI Cavalleria rusticana A. Volpe, A. Colaianni, A. Lagha, D. Cecconi, L. Rotili; Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, direttore Valerio Galli

Cagliari, Arena Parco della Musica, 8 settembre 2020

Il tempo del coronavirus è un tempo avaro, soprattutto in queste settimane in cui la Sardegna è entrata a pieno titolo tra le Regioni che più risentono della pandemia. Ed è un’autentica incognita, perché l’Isola (a lungo Covid free), grazie alla bellezza delle sue dolci serate estive, avrebbe meritato di veder ripartire tutta l’attività spettacolare negli spazi all’aperto in assoluta tranquillità. Così non è stato e perciò è stata accolta con grande apprezzamento la notizia che la seconda fase di Classicalparco — la stagione estiva all’aperto realizzata dal Teatro Lirico di Cagliari nel Parco della Musica — si sarebbe comunque aperta con l’esecuzione in forma concertistica dell’inossidabile Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Un giudizio favorevole che comunque non è stato pienamente assecondato dal pubblico, peraltro sempre presente alle rappresentazioni andate in scena nei mesi di luglio e agosto, e invece assottigliato alla prima dell’opera nell’Arena di piazza Amedeo Nazzari, certamente preoccupato dalla seconda ondata di contagi.

Rappresentato a Cagliari nel 2018 per la regia di Giancarlo Cabiddu, il capolavoro mascagnano è stato proposto adesso in cinque recite con rigorosa attenzione alle normative di sicurezza sanitaria: ciononostante, l’esecuzione si è rivelata godibile, grazie alla presenza di un cast collaudato e di un direttore come Valerio Galli, bacchetta esperta nell’opera fin de siècle e primo Novecento, al suo debutto a Cagliari. Una direzione, la sua, che immerge Cavalleria in un clima vivace, ma non enfatico, con grande rispetto dell’agogica concepita dall’autore, ben assecondato dall’Orchestra del Teatro cagliaritano. Emozionante quindi il Preludio e vigoroso il coro pasquale, struggente l’Intermezzo e appassionanti i duetti, sempre ben tratteggiata la ratio melodica della partitura. Un’opera che ancora oggi è sempre pregnante e connotativa di un’età rivoluzionaria della cultura italiana, un successo teatrale straordinario il cui fantasma ha poi inseguito Mascagni per tutta la vita. Solidissimo debutto anche alla direzione del Coro del Teatro Lirico di Giovanni Andreoli, già collaboratore di prestigiose istituzioni musicali italiane e internazionali, che subentra a Donato Sivo e guida la formazione corale con mano sapiente, evidenziando tutti gli accenti espressivi. Nel cast figuravano artisti già applauditi dal pubblico cagliaritano anche in anni recenti: in primo luogo Alessandra Volpe, già Santuzza nella Cavalleria del 2018; Devid Cecconi, che nella stessa edizione aveva impersonato Alfio; Lara Rotili, adesso Mamma Lucia, ma conosciuta al pubblico cagliaritano come interprete affidabile e versatile in diverse occasioni. Volpe e Rotili, insieme ad Antonella Colaianni, danno vita a personaggi femminili densi ed espressivi, intensamente drammatici e consapevoli della tragedia imminente, privi dell’istrionismo che talvolta si associa alle opere veriste. Passionali e temperamentosi Devid Cecconi, un Alfio che domina la scena con scioltezza, e Amadi Lagha, che impersona Turiddu con una voce di bel timbro chiaro adatta ad un personaggio giovane, un’intonazione salda e acuti sferrati con disinvoltura.

Anche se l’epoca odierna è avara, insomma, la musica è stata generosa e il pubblico di questa Cavalleria, non folto ma concentrato, ha premiato a lungo tutti gli interpreti, il Coro e l’Orchestra.

Myriam Quaquero

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