Un Beethoven inedito con Baricco in Arena

Beethoven: l’eccesso ed il sublime voce narrante Alessandro Baricco pianoforte Gloria Campaner Orchestra da Camera Canova, direttore Enrico Saverio Pagano

Verona, Arena, 18 settembre 2020

Enrico Saverio Pagano

Difficile (ma forse nemmeno necessario) definire il tipo di spettacolo andato in scena la sera di venerdì 18 settembre all’Arena di Verona a coronamento del Festival della Bellezza, manifestazione divenuta fin troppo celebre per la corona di polemiche di cui si è resa protagonista e per l’improvvisa scomparsa di uno dei suoi animatori, Philippe Daverio, al cui ricordo la stagione è stata giustamente dedicata. Beethoven: l’eccesso ed il sublime è il titolo di un concerto-lezione-recitazione condotto da Alessandro Baricco, narratore capace di inchiodare alle algide pietre dell’anfiteatro romano un pubblico al limite della capienza per ben due ore; due ore in cui lo scrittore è stato capace di condensare (in cinque punti) non la biografia, non gli aneddoti veri o verosimili che da duecentocinquant’anni ci sentiamo raccontare sul genio di Bonn, ma cinque considerazioni di natura estetica, spiegate attraverso la musica con una semplicità solo apparente, poiché il letterato si serviva di una pianista e di un’orchestra che utilizzava a suo piacimento per illustrare le sue tesi, affascinanti ed adatte ad un pubblico eclettico.

Gloria Campaner


Gloria Campaner, uno dei migliori talenti pianistici di oggi, segue Baricco con un’attenzione maniacale, ripete frasi e passaggi delle pagine più famose di Beethoven, respira con il narratore, suona e si arresta con una precisione sorprendente, senza mai perdere concentrazione ed espressività; bravissima la pianista, addirittura incredibile Enrico Saverio Pagano, che su indicazione di Baricco svolge lo stesso lavoro, ripetendo, arrestandosi e cambiando tempi su richiesta dello scrittore, ma laddove la Campaner compie l’impresa sulla tastiera, Pagano lo fa con un’orchestra di trentasei giovanissimi, l’Orchestra da camera Canova, a cui il direttore fa realizzare veri prodigi tecnici quali variazioni improvvise, attacchi su passaggi impossibili, esecuzioni a parti staccate, ripetendo fino al parossismo il terribile attacco della Quinta Sinfonia. Tutto a supporto di un Baricco ispirato e travolgente, che alla fine dello show lascia il posto
al sublime (per parafrasare il titolo della serata) ultimo movimento dell’Imperatore, che la Campaner e i giovani dell’Orchestra eseguono integralmente, senza interruzioni, quasi in una catarsi che trascina il vastissimo pubblico in non meno di una decina di minuti di applausi.

Nicola Cattò

Alessandro Baricco
L’Orchestra Canova

Foto: Giacomo Miglierina

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