Rivivono a Ravello gli incanti wagneriani

L’orchestra del San Carlo

WAGNER Die Walküre, atto I MARTUCCI Notturno sinfonico soprano Camilla Nylund tenore Robert Dean Smith basso Rúni Brattaberg Orchestra del Teatro San Carlo, direttore Juraj Valčuha.

Ravello, Belvedere di Villa Rufolo, 30 giugno 2019

È stato Juraj Valčuha ad inaugurare, domenica 30 giugno, la 67esima edizione del Ravello Festival, con il primo deiquattordici appuntamenti in programma sul Belvedere di Villa Rufolo. Per l’apertura della stagione il direttore musicale dell’Orchestra del Teatro di San Carlo ha diretto il Notturno sinfonico di Giuseppe Martucci del 1901 e il I atto della Walküre di Richard Wagner, il nume tutelare della splendida località sulla costiera amalfitana, meta privilegiata del Grand tour di molti artisti europei del 19° secolo.

Il cartellone della rassegna, curato per la parte sinfonica dal direttore artistico del San Carlo Paolo Pinamonti, è stato pensato nell’ottica di trasformare lo spettacolare palcoscenico a picco sul mare di Villa Rufolo in una rassegna estiva della migliore produzione italiana: Ravello come “palcoscenico d’Italia”, quindi. In cartellone si trovano le maggiori istituzioni sinfoniche e lirico-sinfoniche del nostro paese: il Massimo di Palermo, il Carlo Felice di Genova, il Comunale di Bologna, l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, l’Accademia barocca di Santa Cecilia, la Filarmonica “Gioacchino Rossini” di Pesaro, la Filarmonica salernitana, la Filarmonica della Scala e l’Orchestra Verdi di Milano. A fianco ad un repertorio di respiro “internazionale” vi è stata quindi la riproposizione di partiture poco eseguite di compositori italiani, che vanno dal Barocco al Novecento (Vivaldi, Cimarosa, Ghedini, Smareglia, Respighi, Casella, Sgambati, Rossini, Puccini, Salviucci e Rota).

Juraj Valčuha, Runi Brattaberg, Robert Dean Smith

Il concerto di apertura non poteva che essere un omaggio a Wagner, nel nome del quale il festival fu concepito, e ad un sinfonista italiano che a lui si collega, come Giuseppe Martucci, e di cui tra l’altro quest’anno ricorrono i 110 anni dalla scomparsa.  Fu Martucci, nativo di Capua e fautore di una rinascita sinfonica italiana, il primo a dirigere in Italia (a Bologna nel 1888) Tristano e Isotta, alla cui esecuzione era presente Richard Strauss, che proprio per l’interpretazione che ne diede Martucci si rese conto della “enorme quantità di belcanto nascosta” nel capolavoro wagneriano. A interpretare i tre personaggi del I atto della seconda opera della tetralogia sono stati il tenore americano Robert Dean Smith (Siegmund), il soprano finlandese Camilla Nylund (Sieglinde) e il basso faroese Rúni Brattaberg (Hunding). Gli interpreti hanno ricevuto applausi convinti da parte di un pubblico che era quello delle grandi occasioni.

All’Orchestra del San Carlo è stato affidato anche il secondo concerto del 18 luglio, con musiche da film tra Nino Rota e John Williams, sempre dirette da Juraj Valčuha. Il Ravello Festival continuerà fino a fine ottobre con 8 concerti cameristici “di Mezzanotte” (con una sezione intitolata “Nel giardino di Wagner”) nella Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, cinque concerti per organo nel Duomo di Ravello (“Le note di Sigilgaita”), una maratona pianistica (Catalogue d’Oiseaux), ed eventi speciali come due incontri curati da Città della Scienza. L’unico appuntamento di danza in cartellone, la performance di uno dei più noti ballerini contemporanei, Sergei Polunin, è stato programmato nell’ambito delle attività culturale nell’ambito delle Universiadi di Napoli.

Un’altra sezione, “Nel Giardino di Wagner”, ha accolto il pubblico in concerti di mezzanotte con una maratona del pianista Pierre Laurent Aimard. Ad esibirsi il Quartetto Guadagnini, l’Odhecaton Ensemble, il duo Cimmino, Ferro, il Gruppo Ocarinistico Budriese, Simone Rubino, il Quintetto di Fiati e il Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo di Napoli con al pianoforte Giuseppe Albanese. Una grande novità è stata la sezione “La meglio gioventù” curata da Antonio Marzullo, Segretario artistico del teatro Verdi di Salerno, nella quale è stata offerta ai giovani allievi dei Conservatori campani e di altre città ospiti l’occasione di esibirsi un luogo magico come Ravello, in modo da favorire un incontro tra alta formazione accademica e attività professionale.

Lorenzo Fiorito

Foto: Pino Izzo

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