Pace ed empatia: la ricetta del Südtirol festival

Il Kurhaus di Merano

Riceviamo e pubblichiamo

Il südtirol festival merano.meran 2020 si terrà anche quest’anno, benché con una formula modificata e con tutte le misure di sicurezza necessarie. Siamo davvero felici, quindi, di poter nuovamente assistere a concerti entusiasmanti. La musica, infatti, è il messaggio dell’anima e il linguaggio del cuore, e quest’edizione del festival vuole essere all’insegna della pace e dell’empatia. La musica irradia gioia, infonde conforto e coraggio, e come la cultura, è il nutrimento essenziale del nostro spirito. Anche per questo, saranno gli archi della World Orchestra for Peace, diretti da Valery Gergiev, a inaugurare questa rassegna straordinaria con le note elegiache dell’Adagio di Samuel Barber, seguite dall’omaggio “barocco” che Grieg compose in memoria dell’illuminista Holberg, e dalle serenate di Elgar e Ciaikovskij.

Fondata nel 1995 da Sir Georg Solti in occasione del cinquantenario delle Nazioni Unite, quest’orchestra internazionale si compone di musicisti d’eccellenza provenienti dalle formazioni più quotate del mondo. Ma anche gli altri appuntamenti in tabellone promettono grande varietà musicale e qualità esecutiva ineccepibile: fino al 20 settembre, infatti, il südtirol festival merano . meran – articolato nei suoi sette cicli denominati classic, barocco, colours of music, soirée classique, mystica, vox humana e young artists portrait – ha in serbo per gli appassionati ben 24 concerti di massimo rilievo.

Anche in quest’edizione, il cuore pulsante del festival è il ciclo classic, con nove appuntamenti da non perdere. Basti pensare a Patricia Kopatchinskaja, violinista di spessore mondiale, che salirà sul palco del Kursaal insieme all’orchestra barocca italiana Giardino Armonico diretta da Giovanni Antonini, proponendo un connubio fra concerti di Vivaldi e musica contemporanea italiana (31 agosto). Che dire poi di Fazil Say che propone una vera cavalcata pianistica per celebrare il bicentenario beethoveniano (4 settembre), o di Christina Pluhar che con l’orchestra barocca L’Arpeggiata si cimenta in una fulminante “jam session” con arie, madrigali e danze del primo periodo barocco (8 settembre). Altrettanto imperdibili saranno i concerti di Kristian Järvi, che alla guida della Baltic Sea Philharmonic Orchestra fonde arrangiamenti ed estratti di repertorio e di musica contemporanea in una sorta di nouvelle cuisine musicale (10 settembre), o la serata in cui l’attrice Krista Posch leggerà lettere scritte da Franz Kafka 100 anni orsono proprio da Merano alla fidanzata Milena Jesenská, accompagnate da un collage musicale eseguito dal Signum String Quartet, dove la lingua parlata, come in un melodramma, diventa uno strumento acustico (14 settembre).

Non meno entusiasmanti saranno gli ultimi tre concerti di questo ciclo: Lucas Debargue esalta il talento poetico di Ravel eseguendo il brano pianistico “Gaspard de la nuit”, con cui il pianista mise in subbuglio l’intero concorso Ciaikovskij, e a seguire assaggi di sonate di Scarlatti e un mosaico di brani composti da Franz Liszt (17 settembre). Il pianista Jan Lisiecki e la formazione Festival Strings di Lucerna propongono invece opere di Chopin, Schumann e Dvorak (19 settembre), mentre Valeri Gergiev, cui sarà affidata come detto l’inaugurazione del Festival, dirigerà anche il concerto di chiusura con la Mariinsky Orchestra di San Pietroburgo (20 settembre).

Inutile dire che anche gli altri cicli della rassegna presentano interpreti d’eccellenza. I giovani “ribelli” della musica classica del gruppo Symphoniacs, ad esempio, faranno ballare gli spettatori del Kursaal (2 settembre), l’ensemble Janoska accenderà dei fuochi d’artificio musicali che non mancheranno di suscitare entusiasmo e divertimento fra il pubblico (9 settembre), il Trio Wanderer di Parigi ha in serbo opere di Brahms e Schubert, mentre gli “esordienti” del Novus String Quartet si esibiscono in due concerti (27 e 29 agosto) percorrendo il meglio della letteratura per quartetto d’archi da Haydn e Beethoven fino a Šostakóvič.

Mario Brunello eseguirà delle suite di Bach, un repertorio obbligato di ogni violoncellista (1 settembre), mentre il coro altoatesino Südtiroler Vokalensemble, atteso nel Duomo di Merano, si cimenterà con brani che spaziano dal romanticismo rossiniano al minimalismo di “dissidenti” musicali come Pärt, Vasks, Kancheli e Silvestrov, terminando con un’opera su commissione del musicista meranese Marcello Fera (11 settembre). Alla Chiesa Parrocchiale di Lana di sotto, il gruppo londinese dei Tallis Scholars combina brani sacri celebri di varie epoche musicali, dimostrando come nel corso dei secoli si passò dai canti all’unisono alla musica polifonica (3 settembre). È invece attesa al Kursaal la formazione vocale Voces 8, che presenta il meglio di vari compositori, iniziando con l’inno “Singet fröhlich” composto da William Byrd su versi dello psalmo 81 (18 settembre).  Il celebre ottetto è noto per riuscire a infondere una passione per la musica davvero contagiosa, grazie a una sonorità chiara e luminosa che evoca letizia e beatitudine.

Per informazioni e biglietti, consultare il sito Internet www.meranofestival.com

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