Musica e letteratura fra scuola e università

Letteratura e musica: un legame antico e sempre vivo, forte e straordinariamente indissolubile nonostante il variare di gusti ed epoche storiche. Da osservare, ascoltare, studiare e analizzare con passione e precisione per scorgervi nuovi percorsi in cui immergersi e da proporre ai giovani studenti in una didattica innovativa e competente.

È quanto da tempo avviene presso il Liceo Classico, Scienze Umane e Musicale “A. Casardi” di Barletta, da sempre impegnato, grazie alle idee e sollecitazioni del suo Dirigente scolastico, prof. Giuseppe Lagrasta, a realizzare una didattica dinamica che attualizzi i grandi contenuti della letteratura e della tradizione classica per accostarli agli stili cognitivi dei nuovi adolescenti. I risultati, straordinari, a volte perfino inattesi, confermano l’efficacia di un metodo che, frutto di ricerca e azione, pone al centro l’apprendimento più che l’insegnamento e che punta al successo formativo di ogni ragazzo.

Per questo, in linea con le attività di studio e aggiornamento perseguite dalla scuola e nell’ambito delle attività del comitato locale Società Dante Alighieri, il 18 dicembre 2016, presso l’Aula Magna del Liceo si è tenuto l’incontro a due voci con l’esperto Alessandro Cazzato e il prof. Giuseppe Bonifacino, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Diplomato in violino e laureato in Filologia moderna, sebbene giovanissimo, Cazzato ha già al suo attivo importanti studi sui rapporti tra musica e letteratura, oltre a collaborazioni con note riviste di settore. Durante l’incontro ha proposto ai docenti alcune delle riflessioni presenti nel suo ultimo studio “La lanterna magica”Percorsi tra musica e letteratura da Euripide a Stravinskij (Zecchini ed., 2016) – in cui, spaziando dalla letteratura più recente fino ai miti dell’antichità, ha dimostrato quanto concreto sia il legame tra musica e parole.

A partire da Giacomo Leopardi, maestro della parola che si confonde col suono, secondo cui, come spesso ebbe a dire nel suo noto Zibaldone, a differenza delle altre arti, solo la musica “non imita e non esprime che lo stesso sentimento in persona, ch’ella trae da se stessa e non dalla natura” (79). Continui i rimandi espliciti del poeta all’armonia e al suono, meglio se “indefinito”, così come soffusa ma inequivocabile la musicalità sottesa al verso leopardiano, il cui ritmo appare spesso segnato da vere e proprie battute musicali, come nel caso dell’intensa e notissima lirica “L’infinito”. Spunti immediatamente colti dai docenti del “Casardi” presenti all’incontro e rielaborati secondo le più recenti strategie didattiche dello scaffolding (ovvero tecnica della ‘dissolvenza’ dell’insegnante nel processo di apprendimento dell’alunno, che man mano diviene autonomo e reale protagonista dei saperi acquisiti) e del cooperative learning formale (attività di lavoro in gruppi definiti che facilitano lo scambio tra pari).

Importanti sollecitazioni sono pervenute anche dall’analisi dell’opera di Giovanni Pascoli che, alle soglie del XX secolo, ripropone la centralità della musica come tema esplicito di tutta la sua opera, ma soprattutto ricerca anch’egli quasi ossessivamente una musicalità che scaturisca dalle parole stesse, come dimostra il ricorso senza precedenti all’onomatopea. Figura retorica amatissima dal poeta perché l’unica in grado di riprodurre con fedeltà i suoni della natura nel lessico di tutti i giorni, rendendo così le parole cariche in modo straordinario, dense di significati e potentemente evocative (come nel caso de “L’Assiuolo” e “L’orfano”).

Straordinari accostamenti attraverso il tempo tra discipline diverse, dunque, che Cazzato ha illustrato dialogando con familiarità e perizia con i testi dei più grandi autori della letteratura italiana e non solo, a confronto con spartiti, basi e contrappunti musicali. Come nel caso dalla musicalissima lirica in dialetto friulano “Canto delle campane” di Pier Paolo Pasolini, grande interprete dei capolavori per violino di Johann Sebastian Bach che, con il suo alternarsi di note velate e quasi ‘stridule’, dice Cazzato, è come se avesse influenzato il conflitto tra carne e cielo che anima buona parte dell’ispirazione pasoliniana.

Sono solo alcune delle idee di percorsi didattici all’avanguardia sollecitati durante l’incontro: motivanti perché accostano saperi tradizionalmente appartenenti a campi diversi; attualissimi perché vicini agli interessi e alle sensibilità dei nuovi giovani e spendibili in classe con l’ausilio delle diverse strategie innovative in sperimentazione già da tempo al Liceo “Casardi”. Tra essi anche il role playing (che consente l’attivazione di forti meccanismi empatici durante l’apprendimento) e il portfolio digitale (ovvero un database multimediale facilmente consultabile anche in classe attraverso l’uso della LIM), che avvincono gli studenti e li spingono a ‘tendere l’orecchio’ verso i suoni che li circondano, anche quelli sottesi alle parole, più difficili forse da udire, ma più intensi come effetto sull’anima. Proprio come fa lo straordinario protagonista di “Un re in ascolto” di Italo Calvino, quando invita garbatamente ognuno di noi a riscoprire suoni e rumori purtroppo ormai “morti” alla percezione dei più, dimostrando, ancora una volta, quanto la letteratura sia fonte inesauribile di vita.

Magda Ronzino

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