L’impresa di Roberto Loreggian

GABRIELI «Complete Keyboard Music» organo e cembalo Roberto Loreggian Schola Gregoriana Scriptoria, Nicola Bellinazzo

BRILLIANT 94432 (6 CD)

DDD 357:26

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La storia dell’«Antica Scuola Veneta» vede nel divin messer Hadriano — Adrian Willaert (1490-1562) — l’autentico padre della polifonia veneziana, anche se fu Gioseffo Zarlino (1517-1590) l’esponente di maggior spicco. Vi furono inoltre il madrigalista Cipriano De Rore (1516-1565) e gli organisti Annibale Padovano (1527-1575) e Claudio Merulo (1533-1604). Ma, a S. Marco, in questa prima epoca svettarono sopra tutti i due Gabrieli — Andrea (1532/3-1585) e Giovanni (1554/1557-1612) — i quali predilessero i generi strumentale e sinfonico insieme allo stile drammatico, ma non commistionarono il tutto in un genere che fosse sacro e profano al tempo stesso. Il secondo periodo fu, invece, dominato dalla grande figura di Claudio Monteverdi (1567-1643) e dallo stile della «seconda prattica» con tutti gli annessi e i connessi: madrigali di genere rappresentativo, stile concertato, monodia accompagnata e melodramma. Degno compagno del melodrammatico Mondeverdi, fu Francesco Cavalli (1602-1676); poi la «decadenza del contrappunto polifonico» continuò inarrestabilmente — soprattutto grazie all’influsso esercitato dagli operisti napoletani — attraverso le composizioni sacre di Alessandro Stradella (1639-1682), Giovanni Legrenzi (1626-1690), Benedetto Marcello (1686-1739) e Antonio Lotti (1667-1740). Poche — e dannatamente schematiche — parole per ritrarre il rigoglìo della musica fiorita nella Repubblica di Venezia tra i secoli XVI-XVIII, nonché il primato ottenuto dai Gabrieli, zio e nipote.

Ma non divaghiamo troppo e arriviamo ora al punto: «Freccia tirata senza prendere la mira [e fare perfettamente centro]», «Stato di grazia»; in altri termini ciò che avviene, naturalmente, quando tutto è in perfetta sintonia. Ecco il pensiero che mi suggerisce il presente sestuplo cofanetto. I motivi sono presto detti: 1° l’organo costruito da Vincenzo Colombi tra il 1532 e il 1533 per il Duomo di Valvasone (Pn) — unica testimonianza integra della scuola organaria veneziana cinquecentesca — ripristinato nel 1999 dall’organaro Francesco Zanin (non si dimentichi che i Gabrieli disponevano degli organi di S. Marco a Venezia); 2° l’edizione critica dell’integrale della musica per tastiera di Andrea Gabrieli curata da Giuseppe Clericetti (Wien, Doblinger, 1997-99), conoscitore come pochi della poetica sonora del veneziano (estensore, tra l’altro, delle note al libretto); 3° Roberto Loreggian, un interprete dotato di rara perizia filologica, così come di estrema raffinatezza musicale.

Andrea Gabrieli è il prolifico autore di 62 composizioni per strumento a tastiera, pubblicate postume in 6 volumi [il quarto volume, purtroppo, è andato perduto] tra il 1593 e il 1605, sotto il controllo del devoto nipote Giovanni. In questo cofanetto ci sono dunque le Intonationi d’organo, i Ricercari, le Canzoni, le Missae, ma anche le intavolature di composizioni vocali di diversi autori elaborate dello stesso Andrea e tràdite dall’Intavolatura di Torino, le 2 Toccate pubblicate da Girolamo Diruta ne Il Transilvano (1609) e 3 Preamboli e una Toccata attribuiti ad Andrea.

Loreggian sfodera un tocco pulito e sensibile utilizzando, non solo lo splendido organo di Valvasone, ma anche il cembalo (parte del terzo e l’intero sesto CD), traendo da entrambi i mezzi sonorità molto brillanti, ma sempre curate. La sobrietà nel porgere non induce certo nell’asetticità, al contrario, si mostra sempre al servizio del sublime disegno musicale. Per quanto concerne le tre canoniche messe gregoriane interessate all’alternatim organistico — «degli Apostoli» (Apostolorum); «della Madonna» (B. Mariae Virginis); «della Domenica» (in dominicis diebus) — i versetti organistici vengono alternati alla Schola Gregoriana Scriptoria diretta da don Nicola Bellinazzo. L’interprete — che della prassi esecutiva storicamente informata è lungimirante discepolo — si è poi avvalso per la sua ricreazione sonora cinquecentesca della tabella per la registrazione dell’organo di Valvasone Tutti li modi di sonar con l’Organo (conservata nell’archivio parrocchiale), un prezioso documento che anticipa di circa 50 anni i metodi di registrazione contenuti negli storici trattati L’Arte Organica (1608) di Costanzo Antegnati e nel citato Transilvano. Un cofanetto caldamente consigliabile, poiché oltre alle notevoli qualità di cui sopra, vi è la possibilità di acquistare un monumento discografico a un prezzo quasi irrisorio, grazie soprattutto alla filosofia editoriale dell’etichetta Brilliant.

Michele Bosio

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