Le sfide vinte di “Lirica sul Tevere”

Sandro Corelli

La seconda edizione del Concorso Lirica sul Tevere Città di Orte è dedicata al cinquantesimo anno di carriera del grande soprano Katia Ricciarelli. Il progetto prevede un Concorso a due sezioni: una per registri vocali e una per ruoli d’opera. Per il 2020 sono previste La Cenerentola di Rossini e Tosca di Puccini. Questo concorso nasce da un’idea del direttore artistico Sandro Corelli, presidente dell’Associazione Culturale “Lirica sul Tevere” che lo rende possibile grazie anche al sostegno istituzionale del Comune e dell’Assessorato alla Cultura di Orte, al contributo organizzativo della Pro Loco di Orte e a quello economico delle aziende del territorio. A lui abbiamo rivolto alcune domande

Come nasce l’idea di Lirica sul Tevere? Con quali obiettivi?

Sono ortano di origine ed ho sempre ritenuto che il mio paese abbia molte potenzialità da esprimere, sia per la sua posizione geografica (nel centro dell’Italia centrale, congiunzione tra Tirreno ed Adriatico, tra nord e sud), sia per la suggestività del suo ricco paesaggio urbano, sia per la spettacolarità della sua piazza centrale (Piazza della Libertà, che si presta naturalmente ad essere un palcoscenico per grandi eventi ed accogliere fino a 1300 spettatori), sia per il fatto di possedere preziose sorprese artistiche e storiche.

Come favorire l’espressione di questo potenziale? Con ciò che di più nobile si possa offrire: la cultura ed in particolare uno dei principali veicoli per diffonderla, lo spettacolo. Ho già in più occasioni organizzato o diretto eventi per Orte, ma ora ho deciso di cambiare passo con l’espressione più alta che lo spettacolo presenti: la lirica. Forte delle mie collaborazioni con Katia Ricciarelli come regista e della mia esperienza nell’organizzare grandi eventi (non solo in campo teatrale, ma anche in quello della moda e della promozione), credo decisamente che la lirica valorizzerà Orte, portandola alla dignità di polo di attrazione culturale e facendola diventare una seconda Spoleto. Già questo anno l’impianto dello spettacolo è stato apprezzato da RAI 5 cultura per la trasmissione “Prima della Prima”.

Qual è la sua origine professionale?

Nasco come ballerino, diplomato al Balletto di Roma; ho debuttato nel balletto classico, ma poi mi sono dedicato ai generi che più mi si addicono: l’operetta, la commedia musicale, il musical. Ho avuto la fortuna di lavorare per ben 9 anni con il più grande esponente dell’Operetta, Sandro Massimini, che mi ha dato l’occasione nel 1992 di essere il suo coreografo in My Fair Lady (spettacolo che vinse il biglietto d’oro dell’AGIS); da lì ho iniziato a lavorare anche come regista, direttore artistico, nonché come autore. Fu Massimini a darmi il nome d’arte “Corelli” (il mio vero cognome è Pecorelli) e da lui ho ereditato lo stile con cui lavoro: la tenace ed instancabile attenzione e dedizione al gusto, alla raffinatezza, all’eleganza da ricercare in ogni dettaglio di ogni allestimento, dal più sontuoso al più apparentemente semplice; tutto non per sterile amore della perfezione o per autocompiacimento, ma per il pubblico, per il quale è doveroso un impegno massimo; i meno esperti del settore apprezzano tutto questo più con sensazioni inconsce che con una razionale analisi critica, ma queste inconsce sensazioni hanno il diritto di essere rispettate tanto quanto le analisi critiche. Sono i valori della vecchia scuola di teatro.

Come giudica i risultati della prima edizione?

Veramente soddisfacenti! Aver puntato da subito sull’eccellenza è stato premiante, una scommessa vinta: la Commissione del Concorso, altamente prestigiosa, ha attratto concorrenti di grande qualità da tutto il mondo (oltre che di gran numero: più di 50, ed alla prima edizione”); inoltre l’attenzione a tutte le necessità nell’accogliere sia i giurati sia i candidati (convenzioni con alberghi e ristoranti, disponibilità di ristoro durante le giornate delle selezioni, addirittura la possibilità di fruire delle terme) ha consentito la creazione di un’atmosfera da “academy diffusa” nel paese. Il pubblico ha apprezzato le serate del 2018, rimanendo stupito di quanto le sue aspettative (a volte un po’ pigre) fossero state ampiamente superate; quest’anno le aspettative sono ovviamente molto più alte, il che, oltre che un grande orgoglio, mi dà un gran senso di responsabilità.

Quali novità ha portato questa seconda edizione?

La novità principale è che si pongono le basi per il Festival della Lirica, che partirà dal prossimo anno: quest’anno abbiamo La Bohème interpretata dai vincitori del concorso dello scorso anno, con la partecipazione straordinaria del grande Armando Ariostini, oltre al concerto delle campane della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, il concerto dei vincitori 2018 e dei finalisti 2019. Iniziamo quindi con un cartellone di tre serate.

Un’altra novità è che la Commissione, oltre che da grandi esponenti della lirica e da agenti del settore, è formata anche da persone che hanno ruoli di responsabilità in grandi enti lirici italiani e stranieri. Inoltre abbiamo instaurato una collaborazione il Macerata Opera festival, per consentire ai vincitori 2019 di esibirsi da subito nel cartellone della “Notte dell’Opera”.

Infine, una grande novità è il coinvolgimento più attivo della comunità ortana: abbiamo organizzato un corso di scenografia, grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro con l’Istituto Omnicomprensivo di Orte. Questo per tornare al tema della diffusione dalla cultura: oltre agli spettatori è necessario che ci siano “attori”, nel senso di persone che agiscono nel mondo del teatro; e lo si deve fare soprattutto con i giovani; il mondo della lirica per molti di loro è stata una scoperta ed alcuni hanno scelto di continuare ad esplorarlo. Tant’è che c’è chi ci ha stupito proponendo un fantastico manifesto per la Bohème che sarà utilizzato quest’anno.

Sandro Corelli e Katia Ricciarelli

Quest’anno celebrate i 50 anni di carriera di Katia Ricciarelli: come sarà festeggiata?

Katia Ricciarelli sarà festeggiata innanzi tutto per il fatto che il Concorso Lirico è in omaggio al suo cinquantesimo anno di carriera; aveva espresso questo desiderio in pubblico durante gli spettacoli dello scorso anno e sono onorato di potervi dare seguito; inoltre è Presidente di una Commissione anche quest’anno molto prestigiosa; infine per lei ci sarà anche una bella sorpresa (di cui ovviamente non posso parlarvi).

In che cosa “Lirica sul Tevere” è diverso da tanti altri concorsi di canto?

“Lirica sul Tevere” nasce principalmente per dare l’opportunità ai vincitori di debuttare e per questo ci impegniamo su più fronti: innanzitutto la finale non è a porte chiuse, ma con il pubblico, quindi i ragazzi possono essere valutati anche in base a come “reggono” la scena; inoltre ogni anno mettiamo in concorso i ruoli per le opere che metteremo in scena a partire dall’anno successivo (quest’anno La Bohème, il prossimo Tosca e La Cenerentola); infine, lavoriamo alla creazione di collaborazioni e partnership per aumentare la visibilità dei vincitori: per esempio con il Macerata Opera Festival, dove il 1° agosto porteremo i vincitori della sezione registri vocali ad esibirsi in un concerto nella “Notte dell’Opera”. La finale si fa con il pubblico. E come ho detto prima ci impegniamo molto anche per garantire ai ragazzi una ospitalità attenta a tutte le loro esigenze.

Come ha scelto la Commissione, fatta di nomi così prestigiosi?

L’obiettivo delle mie scelte per la Commissione è fare in modo che i candidati abbiano l’occasione di esibirsi davanti a grandi esponenti del mondo della lirica, in modo da poter essere valutati tecnicamente da esperti di prestigio, e davanti a rappresentanti di enti lirici ed agenti del settore, in modo che i meritevoli abbiano l’opportunità di sbocchi professionali.

La scelta di Katia Ricciarelli come Presidente della Commissione è una scelta naturale: collaboro con lei da più di tre anni ed è per me un onore, ed anche una gioia, dedicare il concorso al 50° anniversario della sua carriera.

Al suo fianco ci sonoNicola Martinucci, Ambrogio Maestri e Roberto Scandiuzzi, che come lei sono stati e sono ancora grandi esponenti della lirica livello mondiale, ognuno specialista per un registro vocale per cui ci si può candidare.

Sono presenti esponenti di importanti Enti Lirici italiani e stranieri: il Maestro Carlo Palleschi (Direttore dell’Orchestra Filarmonica di Seul), Cristina Ferrari (Direttore Artistico del Teatro Municipale di Piacenza), Davide Pagliarusco (Collaboratore alla Direzione Artistica del Teatro Carlo Felice di Genova), Eleonora Pacetti (Responsabile Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma) Gianni Tangucci (Coordinatore Artistico dell’Accademia Maggio Musicale Fiorentino), Lee Soyoung (Presidente della Solopera Company e della Korea Opera Association); è presente poi Virginio Fedeli, rappresentante di una agenzia lirica (Presidente Agenzia Atelier Musicale).

Quali obiettivi si pone per il futuro? Quali le difficoltà ancora da superare?

Il futuro per me è far crescere Orte e renderla un punto di riferimento culturale internazionale con il Festival della Lirica: ogni anno un appuntamento fisso di due settimane con concerti, rappresentazioni di opere, il Concorso (ovviamente), lezioni di educazione musicale, e tutto quanto possa coinvolgere ed appassionare a questo mondo. L’intenzione è anche quella di sviluppare il progetto di alternanza scuola-lavoro, iniziato con la scenografia, per toccare anche altri temi che ruotano intorno alla lirica e dello spettacolo (scuola di sartoria per i costumiteatrali, scuola di direzione delle luci, etc.).

La difficoltà principale è nel reperimento dei fondi per realizzare tutto questo; le mie energie per Lirica sul Tevere 2019 sono state assorbite per l’80% nel reperimento dei fondi. Per fortuna molte persone credono nel mio progetto e a sostenerlo, e senza di loro io non avrei mai potuto realizzarlo; ma i costi sono così alti che è necessario anche un impegno consistente e convinto da parte di enti pubblici o privati; purtroppo è difficile far capire quanto ritorno può avere da questo l’intero sistema economico della zona; la vocazione internazionale della lirica, apre spazi spesso inaspettati. Altre difficoltà sono quelle routinarie di chi allestisce una serie di eventi all’aperto; grandi difficoltà, ma sormontabili, anche se con molta fatica.

Nicola Cattò

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