La morte dell’anarchico Serantini allo Scompiglio

FILIDEI N.N Sulla morte dell’anarchico Franco Serantini Ready-Made Ensemble: P. Ronchetti, A. Marotta, M. Zanazzi, R. Tisano, D. Ravignani, G. Mazzini; Ars Ludi percussioni, direttore Tonino Battista
Vorno (Capannori), Teatro dello Scompiglio, 12 maggio 2018

È Il 5 maggio del 1972 quando Franco Serantini, giovane anarchico pisano, viene ucciso dalla Polizia in uno di quegli interrogatori in cui la violenza sfugge e il fatto viene liquidato come “un pestaggio andato male”. Francesco Filidei rivive oggi quel dramma con gli occhiali del giovane studente dell’Università di Pisa, lo rielabora attraverso le letture di Corrado Stajano e Nanni Balestrini e butta giù una partitura che, con il testo del filosofo Stefano Busellato, diventa N.N Sulla morte dell’anarchico Franco Serantini, per sei voci soliste e sei percussionisti.
Tutto pulito. Luci bianche e nette. Due file di banchi, come da tribunale, al centro della scena. La prima in alto ha sei sedie già tutte occupate da un soprano, un mezzo soprano e un contralto, un tenore, un baritono e un basso. Nella fila di sotto solo banchi e sedie vuote. Intorno, in due file verticali, tre di qua e tre di là, sei musicisti attrezzati dei loro strumenti (cimbali, timpani, flauto a coulisse, tamtam, tubi corrugati, rullanti, bastoni della pioggia, wood blocks, piatti sospesi…) e rivestiti da altri piccoli fiati, già in bocca o appesi un po’ dovunque (armoniche, richiami per uccelli, fischi e fischietti). Ogni disposizione, è dettagliatamente descritta in partitura, dove si indica anche come muovere la testa e concentrare lo sguardo.
Filidei imposta un percorso che coinvolge cantanti e musicisti come artisti, come persone e come corpi. Elementi tutti di un magma sonoro che emerge dalla fisicità di ognuno di loro e dal loro essere insieme in palcoscenico. Perfetto l’impasto, che la guida di Tonino Battista rende coeso e nitido con gesto misurato e preciso, facile da seguire. L’universo sonoro restituisce forme nette che si formano e riformano fino a dilaniare nell’ultimo quadro, quando il registro emotivo si spiega in una ninna nanna elaborata in versi campidanesi, in quella stessa lingua sarda che aveva cullato Franco Serantini, l’anarchico.


L’amalgama vocale del Ready-Made Ensemble è puntuale e arricchito dalla pregevole prestazione del soprano Paola Ronchetti. Il gruppo Ars Ludi, presenta alcuni fra i migliori percussionisti europei fra cui Antonio Caggiano, Gianluca Ruggeri e Rodolfo Rossi, che si confrontano con ogni sorta di strumento, dai cimbali ai bastoni della pioggia, dai richiami per uccelli alle armoniche a bocca.
Il pubblico rimane appeso a ciò che avviene in palcoscenico e segue con attenzione ininterrotta il lavoro di Filidei per tutti i suoi cinquanta minuti circa, senza distrazioni, senza cedimenti. Il successo, alla fine, è quasi un prolungamento dell’opera. Un ottavo quadro che certifica la ragionevolezza di un testo attuale e di una partitura che avvolge e comunica attraverso linguaggi anche diversi fra loro. Il teatro dello Scompiglio a Lucca, a Vorno, si conferma come una delle più affascinanti realtà per la musica e l’arte contemporanea dell’intero territorio italiano.

Davide Toschi

© Alice Mollica

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