La luce del violoncello allo Squero

BRAHMS Sonata n. 2 op. 99 SCHUMANN Fantasiestücke op. 73 RESPIGHI Adagio con variazioni STRAVINSKI Suite italienne violoncello Erica Piccotti pianoforte Monica Cattarossi

Venezia, Auditorium “Lo Squero”, 18 giugno 2017

Una delle tre canzoni che i mercanti di Sadko, la stupenda opera di Rimski-Korsakov, intonano nel quarto quadro della partitura, è proprio quella del Mercante veneziano, che comincia così: “Città di pietra, madre di tutte le città, la gloriosa Venezia si leva in mezzo al mare” (“Город каменный, городам всем мать, Славный Веденец середь моря стал”). Era la stessa sensazione che si aveva sedendo nella nuovissima sala dell’Auditorium “Lo Squero”, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, nel complesso della Fondazione Cini: squero, in veneziano, è la parola che indica il cantiere per imbarcazioni a remi, e tale era anche l’uso dello spazio che, perfettamente ristrutturato, offre una vista mozzafiato sulla laguna, nella parte che guarda verso i giardini della Biennale. Suonare lì vuol dire respirare, e quindi fraseggiare, all’unisono con le onde che più o meno placidamente si infrangono sotto l’ampia vetrata, specie se il concerto si svolge, come in questo caso, in un tardo pomeriggio di estate, concludendosi quando le prime ombre della sera spengono la pienezza della luce. Qui si è tenuto l’impegnativo recital di Erica Piccotti e Monica Cattarossi: della prima, talentuosissima violoncellista romana appena 18enne, abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione dell’intervista pubblicata su questi stessi spazi. Va detto che l’ascolto diretto, in un programma lungo e variegato, ha confermato l’eccellenza di una tecnica ammirevole per precisione dell’intonazione, gestione dell’arco, e soprattutto un suono di splendida brunitura e compattezza: proprio questo aspetto, semmai, può costituire il limite attuale della musicista, che però sicuramente saprà, col proseguire della carriera, variare e trovare colori alternativi al passionale affondo sulla corda. Un suono, e un modo di fraseggiare, squisitamente italiani, che vanno benissimo per lo splendido Adagio con variazioni di Respighi e anche per la Suite italiana di Respighi, capricciosa e survoltata; ma i misteriosi Fantasiestücke di Schumann e, soprattutto, l’ampia Sonata n. 2 di Brahms avrebbero forse bisogno di un approccio più sfumato e introspettivo. Minuzie, comunque, rimanendo evidente l’eccellenza assoluta di Erica Piccotti, benissimo sostenuta da Monica Cattarossi, che sa sostenere e dialogare con la giovane collega, mai rinunciando al bel suono e alla brillantezza digitale. Per l’Associazione Culturale Musica con le Ali una prima sfida vinta, o comunque partita sotto i migliori auspici.

Nicola Cattò

 

Foto: Laure Jacquemin

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