Il violoncello di Maisky apre la stagione dei Pomeriggi

DVOŘÁK Concerto per violoncello e orchestra in si minore op. 104 SIBELIUS Sinfonia n. 5 op. 82 in Mib maggiore violoncello Mischa Maisky Orchestra I Pomeriggi Musicali, direttore Daniele Rustioni

Milano, Teatro dal Verme, 13 ottobre 2016

 

Mischa Maisky è stato certamente un grandissimo violoncellista, anche in virtù dei suoi difetti, paradossalmente: la doppia eredità di Rostropovich e Piatigorsky — forse più del secondo — ha lasciato nel violoncellista lettone il senso della grande eloquenza sonora, dell’estrema libertà ritmica, della personalità fortissima che si sovrappone, a volte in maniera palese, alla partitura affrontata. Per molti versi Maisky, a 68 anni, grande lo è ancora: e lo è al modo di quei vecchi attori che (absit iniuria verbis!) magari non ricordano precisamente tutte le parole, non vanno perfettamente d’accordo con il resto della compagnia, ma quando tirano fuori questa o quella grande frase, quando colgono la grande scena, ebbene, si perdona loro tutto. Fuori di metafora, il Maisky che ha affrontato — per l’inaugurazione della stagione 16/17 dei Pomeriggi Musicali — un suo sempiterno cavallo di battaglia come il Concerto per violoncello di Dvořák faceva sentire veri e propri arbìtri a livello musicale, alcuni affascinanti e alcuni meno, un suono meno affondato in basso, e tendeva a risolvere i passaggi più scorbutici con una certa approssimazione: una spia della fatica che il Maisky di oggi avverte è l’avere scelto, in alcuni punti, gli «ossia» più facili previsti dal compositore. Però, però… il secondo movimento, tutto giocato in punta d’arco, sulle sfumature timbriche, sulla libertà di canto, su un fraseggio malinconico e virile insieme era davvero bellissimo, anche nella sua anarchia un po’ folle: e tanto basta per fare amare al pubblico l’imprevedibile Mischa, che infatti ha ricevuto lunghissimi applausi, a stento sedati con due bis bachiani, il secondo dei quali, il Preludio dalla Prima Suite, era suonato con affascinante sprezzo di qualsiasi regola di prassi esecutiva, con un fraseggio ai limiti del rapsodico. Uno studente di conservatorio verrebbe forse bocciato, ma Maisky ovviamente può concedersi questo e altro. Davanti a una personalità così debordante, il giovane Rustioni sembrava intimidito: fin dall’inizio tentava un approccio apparentemente asciutto, quasi austero alla pagina, ma veniva poi contraddetto dal tono epico impresso dal solista. Si navigava, poi, abbastanza a vista, ma il risultato finale non era affatto sgradevole: un’impressione, poi, corroborata dall’ascolto della Quinta sinfonia di Sibelius. Una scelta, questa, coraggiosa, perché l’Orchestra dei Pomeriggi (come tutte le orchestre italiane) ha scarsissima familiarità con il sinfonismo del grande Finlandese: vista spesso come un rinnegamento dell’audacia estrema della Quarta, questa stupenda partitura ha ricevuto da Rustioni una concertazione intelligente, soprattutto nel primo movimento, in cui la lunga, doppia esposizione tematica comporta una sorta di crescendo ininterrotto di tensione che non sfocia mai veramente — se non per brevi e contradditori momenti — in un tema cantabile. I tempi staccati erano molto sostenuti (circa mezz’ora la durata complessiva), ma non c’era mai precipitazione; piuttosto, nel vorticare dell’Allegro molto (III movimento), si puntava con intelligenza a una clarté quasi stravinskiana. Più deboli, semmai, risultavano le ultime pagine, quelle in cui l’autore avrebbe descritto i «cigni che si alzano in volo»: se condivisibile era l’eliminazione di una eccessiva enfasi nell’esposizione del tema accordale affidato agli ottoni, mancava però quel senso di catarsi, di quel rapporto luce-ombra sullo sfondo di una natura apparentemente immota che è chiave essenziale della musica di Sibelius. E i celebri sei accordi finali, giustamente eseguiti senza affrettare, facevano capire quanto è difficile riempire di suono il silenzio… Ma sono dettagli, nel quadro di un’esecuzione intelligente e matura, che non potrà che evolvere nel tempo.

Nicola Cattò

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