
marzo
2010
n . 214 - Anno XXXII
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di Michael Aspinall
Canto
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l'ascolto che diventa canto
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di Luca Segalla
La
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- Eticità
e resa artistica di
Stephen Hastings
Ci
hanno lasciato
- Irina Kostantinovna
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EDITORIALE
La nettezza con cui il
nostro personaggio di copertina, Fabio Luisi, respinge il termine «
interprete », definendosi piuttosto un « riproduttore »,
un « tramite del compositore », sembrerebbe mettere in discussione
una delle premesse fondamentali della nostra rivista: l’idea che
il gesto esecutivo di chi dirige suona o canta non sia meno creativo –
e quindi meritevole di riflessione – di chi « riproduce »
le note immaginate nella sua testa su un foglio di carta. Anche il compositore
infatti riproduce quando crea e puo` diventare a sua volta riproduttore
di se stesso. Come capitava, liberamente, a Chopin – di cui ricorre
questo messe i duecentesimo anniversario della nascita – nei recital
londinesi recensiti con tanta intelligenza da Henry Chorley. E come succedeva
a buona parte degli autori che figurano nella collana discografica dedicata
dalla Hyperion ai Concerti Romantici per pianoforte: un esempio per tutti
di come una casa discografica possa svolgere una funzione culturale stimolando
nel contempo l’istinto del collezionista che si nasconde in tutti
noi (anche se risulta essere piu` sviluppato negli uomini che nelle donne).
L’osservazione di Luisi ci ricorda infatti della difficolta` di
tradurre in parole esperienze che rimangono profondamente misteriose.
Lui stesso afferma che nel ruolo del direttore c’e` « una
componente umana che e` assolutamente essenziale: non solo conoscere la
musica, ma anche i suoi risvolti umani, le emozioni, i percorsi, e questi
percorsi non si studiano, si vivono ». Il problema della parola
interprete infatti e` che indica in origine un processo mentale; la capacita`
del cervello di rendere chiaro un significato che altrimenti rimarrebbe
oscuro. Il vantaggio del termine « riproduttore » –
che pur suscita qualche riserva – e` che da` l’idea di un
automatismo, di un gesto non pensato ma spontaneo. Il grande direttore,
nel corso di un concerto pubblico, non pensa infatti a ogni gesto che
deve fare perche´ la fase di applicazione mentale e` gia` superata:
piuttosto si lascia guidare dal flusso dell’ispirazione. Non a caso
Wilhelm Furtwa¨ngler – probabilmente il piu` grande direttore
del Novecento in quel repertorio « mitteleuropeo » prediletto
da Luisi – appare nei video come una specie di marionetta: guidata
da forze al di la` del controllo mentale. Non del tutto disgiunte da queste
idee sono le intuizioni del controverso (ma illuminato) scienziato francese
Alfred Tomatis, le cui ricerche sul funzionamento dell’orecchio
hanno portato a una diversa e piu` completa comprensione della tecnica
del canto. Una concezione che evidenzia non solo come l’intero corpo
del cantante sia in realta` uno strumento musicale (come aveva gia` intuito
P. Mario Marafioti, l’« esegeta » della tecnica di Caruso),
ma anche come il suono emesso nell’aria dal cantante lirico interagisca
con i corpi degli spettatori. Le idee illustrate qui da Walter Coppola
– che sta preparando una nuova traduzione de « L’oreille
et la voix » di Tomatis e che applica le scoperte dello scienziato
all’insegnamento del canto – ci fanno capire che le differenze
timbriche tra un cantante e l’altro dipendono non solo dalle cavita`
di risonanza facciali ma dall’intera struttura ossea del corpo e
che le diverse percezioni del suono da parte degli stessi cantantiedi
chiliascolta ha delle preciseragioni scientifiche. La soggettivita` dell’ascolto
– che rendeva per esempio il grande Chorley cosi`allergico alle
sonorita`di alcuni compositori e interpreti – non e`solo una questione
di sensibilita` ma deriva da un preciso condizionamento dell’orecchio,
che dipende a sua volta dalla lingua che parliamo abitualmente. L’esecutore
come strumento, come tramite, come mediumsonoconcetti cheaiutano aspiegarelamagia
(spesso quasi inconsapevole) esercitata da Magda Olivero in palcoscenico
e in disco. A lei vanno naturalmente i nostri pensieri nel mese in cui
si festeggia (il 25 marzo) il suo centesimo compleanno. E sul prossimo
numero cercheremo di rendere degnamente omaggio sia a lei che a Giulietta
Simionato, che raggiungera` il medesimo traguardo il 12 maggio. Stephen
Hastings
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1987
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20 - marzo 1981
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