GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

La musica da leggere

GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Dodipetto » 13/02/2012, 17:34

Terza fatica della collana: la Guida alla Musica pianistica di (e non "a cura di") Piero Rattalino.

In uscita il 10 marzo.
Vi copio la presentazione dell'autore:

La Guida alla letteratura del pianoforte è impostata più come enciclopedia storica che come catalogo. I dati di catalogazione sono stati ridotti al minimo perché la pubblicazione intende rivolgersi soprattutto al pubblico degli appassionati, non degli esperti, e gli elementi di analisi tratti dalle circostanze storiche, dalle biografie, dalle descrizioni, dal linguaggio, dalle strutture, dalle strumentazioni, dalle drammaturgie riscontrabili nei diversi autori e nelle diverse composizioni vengono perciò utilizzati per una valutazione critica che riguarda sia l’aspetto artistico che l’aspetto sociologico delle musiche prese in esame. I compositori di cui si parla sono 109. Avrebbero potuto essere di più se l’Autore avesse dedicato meno spazio ai maggiori protagonisti, e avrebbero potuto essere di meno nel caso di una selezione più restrittiva. Sulla inclusione o sulla esclusione di questo o di quell’altro compositore si possono del tutto legittimamente esprimere le opinioni più disparate. Della scelta, che dipendeva essenzialmente dalla dimensione da dare al volume, né striminzita né esorbitante, è responsabile unicamente l’Autore, che si è mosso seguendo sia criteri oggettivi, indiscutibili, sia personali e soggettive e discutibili preferenze. Un ampio saggio di taglio sociologico precede le “voci” perché l’Autore ritiene importante che il lettore conosca almeno per grandi linee la storia dello strumento, la sua evoluzione tecnologica, la sua collocazione nel mondo musicale, e quindi il campo di possibilità concrete entro il quale si mossero e operarono in diversi momenti e in diverse circostanze i compositori. Vengono esaminate sia le composizioni per pianoforte solo che per pianoforte e orchestra poiché la contiguità fra i due campi è tale da aver consigliato di tenere unite, piuttosto che separate, le due trattazioni.


pagine XXIV+640
formato cm 15x21 cartonato
Euro 45,00
ISBN 978-88-65400-15-9


Sul sito trovate una piccola anticipazione e la possibilità di prenotarla.
Spero che, quando qualcuno di voi l'avrà in mano, ne nasca un bel dibattito: nel caso sarà mia cura rivolgere le vostre domande al Maestro Rattalino stesso!
Nicola
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Vito » 14/02/2012, 9:48

Grazie dell'anticipazione!!!!! :P

Aspettavo con ansia il lavoro di Rattalino!!!!!!!! Appena riesco ad acquisatre il libro e a leggerlo, sarò felice di comunicarvi le mie impressioni!!!!! :ugeek:
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi gilels » 14/02/2012, 19:21

..... nella speranza che non sia il solito (sempre interessante, sia chiaro) "copia-incolla" 8-) di Rattalino da altri suoi scritti precedenti.

In questa guida c'è anche una guida "consigliata" alla discografia del repertorio pianitico analizzato?
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Dodipetto » 15/02/2012, 9:27

gilels ha scritto:In questa guida c'è anche una guida "consigliata" alla discografia del repertorio pianitico analizzato?


No, dopo lunga discussione con l'autore si è preferito non intraprendere un cammino che sarebbe stato rischiosissimo e forse impossibile: avremmo voluto, e potuto, attingere agli archivi di MUSICA come nei due casi precedenti, ma molto spesso i giudizi non coincidevano con le opinioni di Rattalino, e quindi la scelta obbligata è stata non procedere in questa direzione.
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Vito » 15/02/2012, 16:55

Credo che Rattalino abbia una idea di discografia nel senso "i massimi esponenti della interpretazione". Per quanto completo sia il parco prove di Musica, credo che sia impossibile trovare recensito tutto il meglio di ogni composizione..... fermo restando che quando per conoscere una composizione mi sono basato sulle recensioni di Musica non mi sono mai imbattuto in qualche cosa meno che ottimo.

Comunque è vero che nelle opere di Rattalino ci sono tematiche e problematiche che riecheggiano a volte tra i testi, a volte affrontate in maniera diversa che non nelle precedenti, altre volte invece semplicemente ribadite. Credo che sia in buona compagnia in questo, anzi a volte si assiste da parte di alcuni autori a veri e propri "tormentoni": ricordo ad esempio alcune tornate di recensioni di Celletti, o i testi del Buscaroli successivi alla splendida biografia su Bach. Riguardo a questi illustri e rancorosi tormentatori altri (e Rattalino tra loro) mi sembrano dei veri dilettanti, in fatto di deja-vu.

Però credo che parlare di copia-incolla in termini stretti sia forse un pò ingeneroso. A volte in alcuni testi forse mi è dispiaciuto un tono un pò troppo discorsivo, disimpegnato: avrei forse preferito maggior succo e concentrazione di contenuti. Però, giustamente come dice Gilels, potranno esserci testi più riusciti di Rattalino, mentre altri lo sono meno, però certo sono tutti interessanti.

Credo che in quest'opera siano inevitabilmente confluite impressioni in parte contenute nell'opera sui concerti per piano che pubblicò nel 2001 per Giunti. Ma tutto il restante inerente le sonate per piano dei vari autori dovrebbe essere inedita, non foss'altro per organicità di esposizione.... anche se in effetti esiste la sua "storia del pianforte". La scelta degli autori è quella classica di Rattalino già contenuta in quel testo: io però sono fiducioso di leggere qualche cosa di valido e nuovo, nella sempre curatissima veste tipografica di Zecchini (bella carta, bella legatura, bel carattere di stampa).
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Dodipetto » 15/02/2012, 17:44

Grazie Vito delle belle parole.
E' naturale che qualche cosa è stata ripresa, riadattandola, dall'autore: d'altronde la pratica della parodia è antichissima in musica... :)
Ma ti posso assicurare che, anche da parte nostra, c'è stata una cura certosina nella correzione delle bozze che nessun editore precedente ha mai praticato!
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Re: GUIDA ALLA MUSICA PIANISTICA di Piero Rattalino

Messaggiodi Vito » 17/03/2012, 14:28

Ho appena comprato la Guida di Rattalino.

Tipograficamente il solito bel volume della Zecchini, con soprattutto un carattere tipografico scandito in tutte le sue parti e non come spesso succede in altri pur illustri famiglie smangiucchiato qui e lì tipo fotocopia mal riuscita. Peccato che nonostante l'impegno profuso nel controllo del testo, vada segalato qualche refuso testuale, sia sintattico che tipografico. Senza sprechi e lussi la carta, ma al tempo stesso solidissima e flessibile. MOlto valida l'indicizzazione: Cronologica per autore; per nomi; per opere; Sommario tradizionale.

La selezione degli autori, inquadrando la letteratura per piano e non per tastiera tutta, lascia perdere i compositori precedenti il classicismo viennese a parte coloro che hanno goduto di una tradizione esecutiva pianistica: JS Bach, Scarlatti D, Haendel, ecc. ecc.

Si tratta di un'opera enciclopedica per autori piuttosto ben leggibile, in cui soprattutto misono sembrate notevoli la multidisciplarietà - diciamo così - e l'ampia attenzione data a qualche autore pur famoso, ma non sempre giustamente evidenziato da libri consimili. Ad esempio mi è molto piaciuto l'ampio spazio dedicato allo Schubert pianistico, molto bello pur se in parte frammentario, e secondo me rilanciato oggi soprattutto dalla pratica fortepianistica. Inusitato poi nell'ambito di questo autore lo sbalzo dato alla musica "di consumo", cioé da ballo. Ma molto bella anche la sezione dedicata a Clementi, soprattutto perché Rattalino cerca in qualche modo di indicare una rotta nella sterminata sua opera pianistica mettendone in rilievo le opere più significative. Questo solo per fare due esempi, ma ad esempio mi è molto piaciuto anche che Rattalino abbia dedicato un buono spazio al Mozart sonatistico, oltreché a quello concertistico: pur apparentemente semplici, le sonate per piano di Mozart sono notevolissime e, ancor oggi, enigmatiche, a voler uscire dal cliché interpretativo apollineo della tradizione interpretativa neoclassica. Come ci hanno insegnato al piano Arrau e Gulda (e lo Schiff concertistico di questi ultimi anni), al fortepiano Malcolm Bilson.

Oltre allo spazio dedicato ad alcuni autori o ad un particolare ambito della loro produzione a volte sottostimato, dicevo dell'interdisciplinarità: nel volume confluuiscono le conoscenze di Rattalino inerenti la storia del recital pianistico, la fortuna delle opere, la storia dell'esecuzione, la storia del pianoforte. Il risultato è un'analisi, per quanto limitata dalla inevitabile limitatezza dello spazio disponibile, a 360 gradi della letteratura pianistica, e che quindi non si basa solo sul testo ma anche - diciamo così - su un ipertesto che è la storia esecutiva tutta. Cosa molto rara nelle guide di questo tipo, o comunque rara a questi livelli di competenza ed interdisciplinarietà. Ad esempio interessantissima la riassuntiva storia del pianoforte, ad inizio volume: dove l'industria dello strumento piano si interseca alla storia della cultura, all'operato dei musicisti. Ma soprattutto molto bello il taglio delle schede dei compositori che sono stati anche concertisti famosi.

Insomma secondo me un testo da leggere, sia da parte di coloro che si affacciano per la prima volta a questa letteratura musicale, sia per gli appassionati di sempre che magari vogliono ampliare le loro conoscenze verso lidi meno noti, quindi opere meno conosciute o autori meno rilevanti ma pur sempre pregevoli.

In parte un pò manca una discografia consigliata. Non perché il volume ne resti in qualche modo monco, ma perché sarebbe stato bello, per la prima volta in una pubblicazione, conoscere il passepartout discografico di Rattalino, finora mai organicamente pubblicato. MI rendo conto che sarebbe stato una discontinuità rispetto alla strategia tenuta negli altri volumi della serie (in cui si consigliano solo registrazioni recensite da Musica), ma la discontinuità non è stata evitata nemmeno dalla scelta di non presentare alcuna discografia. Discontinuità per discontinuità, avrei preferito quindi leggere i consigli discografici di Rattalino.

Credo si sarebbe trattato di un ulteriore motivo di interesse per un libro che, almeno a questo primo sguardo e alle prime letture, sembra proprio essere un bel lavoro. Che secondo me finisce per surclassare tutti i consimili ora presenti sul mercato. E quindi va in tutti i modi comprato.

Vito.
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