Franco Battiato

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Re: Franco Battiato

Messaggiodi Don Giuseppe » 15/01/2010, 16:21

Secondo me la "piatta" è irreversibile... e non da adesso. Battiato è in fondo un personaggio sincero e la sua evoluzione (o involuzione) è frutto delle sue vicende personali. In gioventù fu un seguace di Gurdjeff, quel carismatico personaggio armeno che nei primi decenni del '900 inventò un sistema di evoluzione spirituale individuale liberamente ispirato alle filosofie mistiche orientali. Infatti fondò anche una casa editrice di ispirazione gurdjeffiana, denominata "L'Ottava"... e, da buon seguace di una filosofia tutto sommato avulsa sia dai credi religiosi che dai dogmi, quanto piuttosto basata sulla sperimentazione diretta e personale, dimostrò anche attraverso le sue canzoni una vocazione corrosiva per il libero pensiero. Certe sue canzoni anti-newage (Magic Shop) o anti-cattoliche (Scalo a Grado) composte in quel periodo situato tra la fine degli anni '70 ed i primi '80, ce lo rivelano tale.
La "svolta", se così possiamo chiamarla, avviene da un disco ben preciso: Fisiognomica. Nel frattempo Battiato si era convertito ad una delle tre religioni monoteistiche, coltivando una versione "milanese" (la setta a cui aderì ha tuttora sede in territorio meneghino) ed alquanto "new age" del sufismo, forma mistica dell'Islam che ormai ha perso la sua carica propulsiva, essendo stato "normalizzato" dal potere bigotto ed integralista sin dalla fine del XIII secolo. Infatti da allora ha iniziato a propinarci le sue litanie pseudo-mistiche "calate dall'alto", assumento modi e vesti comportamentali da "santone". Cosicché il Magic Shop da lui satireggiato è finito col tempo per diventare il suo territorio d'elezione :(

L'avventura con Sgalambro avrebbe potuto essere una positiva rigenerazione per Battiato, come a suo tempo lo fu quella con Panella per Battisti. Ma così non fu: Battiato aveva detto tutto quello che aveva da dire... e - mi sbaglierò - ma ormai ha ben poco da aggiungere. Ci restano le bellissime canzoni composte fino al 1985 o giù di lì, non solo per se stesso, ma anche per le voci di Giuni Russo e di Milva.

Cordiali saluti
Giuseppe
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi fabriziopiludu » 16/01/2010, 2:26

La vena compositiva si sta esaurendo anche per i Matia Bazar.
E i Jethro Tull? Pubblicheranno ancora un album di inediti?
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi Mode » 17/01/2010, 11:06

Don Giuseppe ha scritto:Secondo me la "piatta" è irreversibile... e non da adesso. Battiato è in fondo un personaggio sincero e la sua evoluzione (o involuzione) è frutto delle sue vicende personali. In gioventù fu un seguace di Gurdjeff, quel carismatico personaggio armeno che nei primi decenni del '900 inventò un sistema di evoluzione spirituale individuale liberamente ispirato alle filosofie mistiche orientali. Infatti fondò anche una casa editrice di ispirazione gurdjeffiana, denominata "L'Ottava"... e, da buon seguace di una filosofia tutto sommato avulsa sia dai credi religiosi che dai dogmi, quanto piuttosto basata sulla sperimentazione diretta e personale, dimostrò anche attraverso le sue canzoni una vocazione corrosiva per il libero pensiero. Certe sue canzoni anti-newage (Magic Shop) o anti-cattoliche (Scalo a Grado) composte in quel periodo situato tra la fine degli anni '70 ed i primi '80, ce lo rivelano tale.
La "svolta", se così possiamo chiamarla, avviene da un disco ben preciso: Fisiognomica. Nel frattempo Battiato si era convertito ad una delle tre religioni monoteistiche, coltivando una versione "milanese" (la setta a cui aderì ha tuttora sede in territorio meneghino) ed alquanto "new age" del sufismo, forma mistica dell'Islam che ormai ha perso la sua carica propulsiva, essendo stato "normalizzato" dal potere bigotto ed integralista sin dalla fine del XIII secolo. Infatti da allora ha iniziato a propinarci le sue litanie pseudo-mistiche "calate dall'alto", assumento modi e vesti comportamentali da "santone". Cosicché il Magic Shop da lui satireggiato è finito col tempo per diventare il suo territorio d'elezione :(

L'avventura con Sgalambro avrebbe potuto essere una positiva rigenerazione per Battiato, come a suo tempo lo fu quella con Panella per Battisti. Ma così non fu: Battiato aveva detto tutto quello che aveva da dire... e - mi sbaglierò - ma ormai ha ben poco da aggiungere. Ci restano le bellissime canzoni composte fino al 1985 o giù di lì, non solo per se stesso, ma anche per le voci di Giuni Russo e di Milva.

Cordiali saluti
Giuseppe



Amici,

non sarei così radicale come Giuseppe. A mio avviso, l'ultimo grande album di Battiato è "Ferro Battuto" che vide la luce agli inizi di questo secolo.

E dopo? ... album con due/tre canzoni belle e, a tratti, buona ispirazione, tra cui spicca "X Stratagemmi".

Era già successo, comunque, che Battiato si arenasse agli inizi degli anni '90. Quello che, invece, mi aspetterei è un grande album della vecchiaia, della piena maturità, una summa, molto musicale, di tutti i suoi stili e inclinazioni.

Quanto all'uomo Battiato, non che molto mi interessi. Tuttavia, mi piace ricordare che molti individui, soprattutto artisti, hanno spesso comportamenti contraddittori, anche se non so dirvi perchè. Lo stesso Ungaretti di Soldati è quello divenuto interventista nella Seconda Guerra Mondiale?

Non solo, ma alcune volte capita che ci si ritrovi prigionieri proprio di ciò che si avversa sul piano comportamentale e delle scelte di vita.

In tale senso, Battiato non fa eccezione, essendo esenzialmente un uomo di ricerca, con alterna fortuna. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Buona domenica a tutti.
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi Mode » 17/01/2010, 11:16

fabriziopiludu ha scritto:La vena compositiva si sta esaurendo anche per i Matia Bazar.
E i Jethro Tull? Pubblicheranno ancora un album di inediti?


Anche se siamo fuori tema, risponderò in breve a Fabrizio. A mio parere, i Matia Bazar sono finiti con la partenza di Antonella Ruggero che, oltre ad avere una voce suadente, è dotata di grande carisma interpretativo. I testi e le composizioni in senso proprio paiono comunque essersi indeboliti, di talché sono anni che non li seguo più, preferendo ascoltare, ogni tanto, i loro anni '70 e qualche gemma degli anni '80 (e.g. Vacanze Romane).

Ed il gruppo di Ian Anderson? (parliamone nel 3d dedicato al progressive, se vogliamo). Mai amati particolarmente, ma è una questione di gusto, salvo forse Aqualung, con la sua toccante parabola del senza tetto. Il titolo, infatti, fa riferimento al rantolo del "barbone" che ricorda quello dell'omonimo respiratore artificiale.

Credo che la loro stagione creativa sia finita da tempo.

Ciao a tutti.
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi F.PELETTI » 18/01/2010, 9:52

Cari amici,

Mi piace dire la mia sulla "strana coppia" formatasi poche righe più sopra: Matia Bazar/Jethro tull:

D'accordo con Mattia sui primi, che comunque a mio parere vanno considerati in un movimento musicale tutto genovese più ampio, che da una sorta di reazione alla scuola che prende il nome da quella medesima città, cavò fuori - pressappoco negli stessi anni - tre realtà anche piuttosto diverse tra loro, ma accomunate dal tentativo di dare una connotazione più "pop" alla musica della città: New trolls (di ispirazione rock-sinfonica), Matia Bazar (pop raffinato) e Ricchi e Poveri (pop di chiara derivazione dalla musica tradizionale).

Tutti e tre queste "entità" diedero il meglio di loro stesse tra gli anni settanta e gli anni ottanta, esaurendo progressivamente la loro vena creativa, ma la loro stagione fu contraddistinta da canzoni che ancora oggi segnano il ricordo di quegli anni e sono giustamente rimaste nell'immaginario collettivo.

Ci tengo a sottolineare che quelle formazioni musicali furono contraddistinte da musicisti e/o cantanti di notevole talento artistico e compositivo e che trovo giusto ricordarle coll'ammirazione che meritano.

Quanto ai Jethro Tull, hanno avuto principalmente il merito di "sdoganare" il flauto dalla bacheca degli strumenti incompatibili con la musica giovanile. Conosco molti giovani di allora che decisero di intraprendere lo studio del flauto proprio in seguito all'ascolto della loro musica, e solo questo basterebbe a giustificarne l'importanza. Inoltre non dimenticherei il primissimo gruppo di Ivano Fossati (Gli "Hosanna", se non ricordo male) che all'inizio della loro breve ma intensa storia musicale apparvero come un "clone" italiano del Jethro Tull.
Anche quel gruppo era maturato all'ombra della lanterna, e pertanto si può ben ricondurre a quel movimento musicale a cui facevo riferimento poc'anzi.

Salute a tutti.
F.PELETTI
 
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi BWV1080 » 20/01/2010, 20:47

Anche a me spesso sembra più fumo che arrosto. Penso ad un lavoro come Gilgamesh (di cui conosco solo il cd e non la messa in scena), una scatola piena di nulla o ad un film come Musikanten che mi sembra strampalato (o di cui io non ho capito niente....). Però Alexander Platz cantata da Milva mi piace molto....
BWV1080
 
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi Mode » 21/01/2010, 1:06

BWV1080 ha scritto:Anche a me spesso sembra più fumo che arrosto. Penso ad un lavoro come Gilgamesh (di cui conosco solo il cd e non la messa in scena), una scatola piena di nulla o ad un film come Musikanten che mi sembra strampalato (o di cui io non ho capito niente....). Però Alexander Platz cantata da Milva mi piace molto....


Gilgamesh la conosco poco, avendola ascoltata solo un paio di volte. Genesi è più interessante, credo; tra l'altro, in questa ultima opera c'è un famoso coro il cui testo è costituito dai nomi, per esteso, di tutti (o quasi) i musicisti, da Albinoni e Zemlinsky.

Non ho visto Musikanten, nè Perduto Amor che non mi attirano per nulla. Insomma, pochi sono riusciti a produrre opere convincenti in ambiti diversi... uno di questi è Pasolini, che è stato scrittore e poeta di indubbia forza e vitalità nonchè, a tratti, abile regista.

Quanto al nostro Franc(hino), secondo me, si è un po' stufato, in generale, di tutto, anche di sè stesso, per cui spero che, superato l'impiccio, possa riprendere la perduta vena creativa. E se no, pazienza... :(

Saluti a tutti.
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Re: Franco Battiato

Messaggiodi Don Giuseppe » 21/01/2010, 16:26

BWV1080 ha scritto:Anche a me spesso sembra più fumo che arrosto. Penso ad un lavoro come Gilgamesh (di cui conosco solo il cd e non la messa in scena), una scatola piena di nulla o ad un film come Musikanten che mi sembra strampalato (o di cui io non ho capito niente....). Però Alexander Platz cantata da Milva mi piace molto....


Vero: conosco Gilgamesh e confermo che, per quanto concerne il mio gusto, è roba rimasticata, intrisa di deja-vu sonori, senza nulla di originale. Musikanten ho rifiutato di vederlo dopo averne letto l'argomento degno di un Magic Shop... ed è anche vero che Alesander Platz appartiene a quel periodo aureo della carriera del Nostro (tra la fine dei '70 e la prima metà degli '80), in cui quasi tutta la sua produzione è degna di essere conosciuta ed apprezzata. Molto bello anche l'album Energie del 1981, cantato dalla compianta Giuni Russo, in cui Battiato cuce le canzoni in maniera mirabile sulla voce spericolata della bravissima Giuni.

Cordiali saluti
Giuseppe
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