La musica sacra di G.F. Handel

Da Palestrina...ai giorni nostri!

La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi Mode » 10/09/2009, 0:35

... :lol: ...argomento da niente, vero Fulvio?! :lol: ...

Dal momento che ho da poco finito di ascoltare lo stupendo Dixit Dominus, ho pensato di scrivere qualche impressione nella sezione dedicata agli "appunti" ma poi mi sono detto... magari abbiamo qualcosa nella sezione sacra... ma... ORRORE... nulla!

Allora, ho pensato di aprire una piattaforma dedicata alla musica sacra del grande Sassone, di cui molto si è già detto, e che so essere da noi tutti ammirato più o meno smisuratamente. Oratori, Cantate, Salmi, Anthems... chiunque desideri esprimere qualcosa sul magistero sacro di questo gigante, troverà qui lo spazio dove farlo.

Questa sera ho riascoltato il Dixit Dominus e Zadok the Priest, due lavori che mi paiono più che pietre miliari del genere sacro, diretti molto bene da J. E. Gardiner con i suoi Monteverdi Choir and Orchestra (Erato). Pura meraviglia, al punto che è anche difficile scrivere qualcosa su di essi, giacchè il loro gioco di luce ascensionale, solenne ma non retorico, profondo ma non pesante, lascia ammutoliti per la aerea misura che comporta.

Ciao a tutti.
Mode
 
Messaggi: 1604
Iscritto il: 03/11/2008, 10:22

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi Don Giuseppe » 10/09/2009, 8:28

Per me il Dixit Dominus di Handel contende al Magnificat a 7 dal Vespro della Beata Vergine di Monteverdi il titolo di più bella composizione sacra della storia. Handel a poco più di 20 anni era già perfetto, non aveva più nulla da imparare. Proprio il Dixit Dominus dimostra una delle cosette che vado da tempo sostenendo, ossia il dato di fatto che vede Handel maestro del contrappunto tanto quanto J.S. Bach, con la differenza che per il Nostro il contrappunto non è il fine ultimo della musica nè il simbolo della sublime complessità del Creato, ma è un mezzo, un veicolo espressivo, una delle tante frecce da scoccare verso l'unico fine della musica secondo i codici della Retorica barocca, ossia mover li affetti. Anch'io, rispetto ad una composizione siffatta, non ho parole, se non l'invito all'ascolto a chiunque non la conosca o non l'abbia approfondita.

Al di là del Dixit Dominus, trovo che il meglio della produzione sacra di Handel vada ricercata negli oratori, sin dai primissimi esemplari italiani del genere (il Trionfo del Tempo e del Disinganno e la Resurrezione) fino agli ultimi oratori inglesi. Personalmente preferisco gli oratori drammatici, quelli strutturati allo stesso modo dei melodrammi, con personaggi e relativa trama, rispetto agli oratori corali come il Messiah o Israele in Egitto. Tra gli oratori drammatici possiamo trovare i capolavori più alti di Handel, soprattutto Theodora, Jephta, Saul e Belshazzar. Per quanto riguarda l'analisi di tali oratori, credo che non ci si possa discostare più di tanto rispetto a quanto già detto per le opere liriche: si sente, prepotente, la mano del grande compositore drammatico, capace di dar voce alle più intime pieghe dell'anima di un personaggio con una semplice figurazione melodica o con una piccola trovata armonica. A causa della loro natura, questi oratori si prestano benissimo ad un uso teatrale, lontanissimo dallla ritualità e dalla liturgia: infatti vengono molto spesso eseguiti allo stesso modo dei melodrammi, spesso con risultati indimenticabili come è il caso della stupefacente Theodora (che tutti dovrebbero conoscere) con la direzione di Christie e la regia di Sellars, che ci dimostra l'universalità del messaggio di Handel e come la sua musica vada ben al di là - nei suoi lavori migliori - rispetto agli angusti limiti imposti dai libretti.

Aggiungerei che la grande fortuna di Handel, oltre naturalmente alla genialità di cui Madre Natura lo fornì, fu quella di essersi formato in Italia, in un ambiente cattolico sanamente imbevuto di doppia morale. Tale doppia morale di stampo papalino consentiva di cantare persino gli aspetti più penitenziali della dottrina con la più appassionata a carnale cantabilità. :D :D

Aspetto altri interventi... e magari dopo ne riparliamo.

Cordiali saluti
Giuseppe
Avatar utente
Don Giuseppe
 
Messaggi: 361
Iscritto il: 15/11/2008, 8:04

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi Mode » 10/09/2009, 9:28

Don Giuseppe ha scritto:
(...)

Proprio il Dixit Dominus dimostra una delle cosette che vado da tempo sostenendo, ossia il dato di fatto che vede Handel maestro del contrappunto tanto quanto J.S. Bach, con la differenza che per il Nostro il contrappunto non è il fine ultimo della musica nè il simbolo della sublime complessità del Creato, ma è un mezzo, un veicolo espressivo, una delle tante frecce da scoccare verso l'unico fine della musica secondo i codici della Retorica barocca, ossia mover li affetti. Anch'io, rispetto ad una composizione siffatta, non ho parole, se non l'invito all'ascolto a chiunque non la conosca o non l'abbia approfondita.

(...)

Cordiali saluti
Giuseppe


Carissimi,

solo una micro-parentesi per citare in epigrafe questo rilievo di Giuseppe che rispecchia esattamente ciò che ho pensato ieri sera al termine dell'ascolto del Dixit Dominus. Si tratta, senza mezzi termini, di un'opera perfetta. In Handel, come in Vivaldi, il contrappunto non è mai fine ultimo della musica ma un duttile e suggestivo artificio che, se usato con intelligente misura, può rilevare mondi lontani, dischiudere porte, muovere gli affetti.

Ciao a tutti.
Mode
 
Messaggi: 1604
Iscritto il: 03/11/2008, 10:22

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi F.PELETTI » 10/09/2009, 9:30

Caro Mattia,
Cari amici del forum,

Hai detto bene. L'argomento è smisurato, soprattutto se si considera "sacra" la produzione di oratori.

Non avrò il tempo - lo dico subito - di poterla analizzare come meriterebbe, ma comincio col dire che i due brani da te citati mi appaiono molto diversi:
Rivoluzionario e catartico il primo, celebrativo e reazionario il secondo.

Agitato da mille pulsioni della Roma delle casate cardinalizie "illuminate" (veri e propri Pontefici sotto mentite spoglie) e di multiformi presenze cosmopolite (vedi regina di Svezia) che fanno di quella capitale a cavallo tra sei e settecento una vera e propria fucina di talenti musicali, oggi più o meno riconosciuti (qui la digressione rischierebbe di diventare più ampia dell'argomento medesimo, per cui la strozzo sul nascere), Il "Dixit" me ne sembra l'espressione più pura e sconvolgente.

Come non assimilare la fuga finale di quel brano alla turba miscellanea della Michelangiolesca cappella sistina?

Esplosione e pacatezza riescono nel miracolo di coniugarsi, in una composizione che io personalmente considero una delle più riuscite ed emozionanti di ogni tempo.

Altra storia invece per "Zadok the priest". Qui "Establishment" e pomposa celebrazione prendono il sopravvento. Aplomb ed applausi "educati" si sostituscono alla scatenata ed iperbolica saga spirituale (ma anche - e tanto! - carnale) romana.
La festa della regina si sostituisce al carnevale trasteverino ed un'alone compassato e "di maniera" piglia l'abbrivio.

E' forse il paradigma di un giovane assetato di fama e sucesso da un lato ("dixit") ed un affermato e "borghese ante-litteram" compositore che tende principalmente al mantenimento del rango faticosamente raggiunto ("Zadok").

Avrete capito, amici, da che parte sta la mia preferenza.....

Se posso congedarmi da voi con uno spunto ulteriore di conversazione, la musca di Haendel tende ad attrarmi maggiormente alloquando si colloca in una ambito "borderline" tra sacro e profano.
Il suo "sincretismo" musicale è davvero stupefacente: Pensiamo alle straordinarie quanto dimenticate o quasi "cantate tedesche", oppure alle composizioni oratoriali, sempre così in bilico tra ispirazione religiosa e gli influssi della musica per il teatro....

V'è da dire che Haendel seppe davvero rivestire entrambi gli incarichi, riassumendo in sè un non comune "senso del teatro" ed una profonda conoscenza dell'animo religioso (a più riprese si vantò di conoscere la Sacra Bibbia a memoria, a punto da scegliere lui stesso, ad esempio, i brani bibilici da musicare per il suo Messia).

Salute a tutti.
F.PELETTI
 
Messaggi: 778
Iscritto il: 16/04/2008, 9:14

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi F.PELETTI » 10/09/2009, 9:32

Caro Giuseppe,

Ci siamo pressochè sovrapposti, e non solo cronologicamente....
Ne sono contento.
F.PELETTI
 
Messaggi: 778
Iscritto il: 16/04/2008, 9:14

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi Mode » 22/09/2009, 22:38

Amici,

cosa ne pensate del Dettingen Te Deum, che ho giusto ascoltato nella egregia esecuzione del Coro della Abbazia di Westminster, diretto da S. Preston?
E' un vecchio disco della Archiv che non so se si trova ancora in commercio. Mi ha colpito molto la splendida armonizzazione della parti vocali ed il raffinato (ma non esteriore) gusto timbrico del Nostro. Blocchi sonori che si combinano in concordanze perfette.

Musica di alta fattura e di massima qualità, cantata in modo angelico, in quella che -pare- una interpretazione di riferimento.

La composizione appartiene al magistero dell'Handel maturo (58 anni), essendo stata composta nel 1743 per celebrare la vittoria dell'esercito austro-inglese su quello francese a Dettingen (27 giugno 1743). Il lavoro fa il paio con il celebre anthem The King shall rejoice, altresì incluso nel CD a mie mani, insieme con altri, rubricati sotto il titolo Dettingen Anthem.

La composizione mi ha affascinato colla sua sfavillante bellezza e - poichè non la ascoltavo da tempo - mi ha commosso, anche per la varietà di sfumature e momenti espressivi che spaziano dalla solenne sacraliltà al raccoglimento lirico.

Handel non delude mai e questa credo sia una delle sue composizioni sacre più ispirate. Ne convenite?

Ciao a tutti.
Mode
 
Messaggi: 1604
Iscritto il: 03/11/2008, 10:22

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi F.PELETTI » 23/09/2009, 13:10

Caro Mattia,
Cari amici della musica sacra,

Non v'è dubbio che la composizione che ti ha colpito sia da annoverare tra le più esemplari del modo di concepire la musica sacra di Georg Friedrich.
Ne costituisce una specie di "summa", ammirevole per equilibrio e capacità musicali, anche se il mio gusto personale indica altre strade, a mio modo di vedere privilegiate, sulle quali incontrare l'Haendel più siceramente intriso di spiritualità.

Mi rferisco a composizioni meno celebrative, e composte "in scarsità di mezzi", come i Chandos Anthems (davvero uno dei vertici musicali del nostro) e le cantate tedesche (nulla di più bello nel genere).

Nel Dettingem Te Deum Haendel pensa alla religione come istituzione e come "padrona" degli avvenimenti, nelle pagine summenzionate invece emerge maggiormente l'idea di una religione come istanza personale e come dialogo con se stessi.

Salute a tutti.
F.PELETTI
 
Messaggi: 778
Iscritto il: 16/04/2008, 9:14

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi CommanderKeen » 09/12/2009, 23:10

Mode ha scritto:Amici,

cosa ne pensate del Dettingen Te Deum, che ho giusto ascoltato nella egregia esecuzione del Coro della Abbazia di Westminster, diretto da S. Preston?
E' un vecchio disco della Archiv che non so se si trova ancora in commercio. Mi ha colpito molto la splendida armonizzazione della parti vocali ed il raffinato (ma non esteriore) gusto timbrico del Nostro. Blocchi sonori che si combinano in concordanze perfette.

Musica di alta fattura e di massima qualità, cantata in modo angelico, in quella che -pare- una interpretazione di riferimento.

La composizione appartiene al magistero dell'Handel maturo (58 anni), essendo stata composta nel 1743 per celebrare la vittoria dell'esercito austro-inglese su quello francese a Dettingen (27 giugno 1743). Il lavoro fa il paio con il celebre anthem The King shall rejoice, altresì incluso nel CD a mie mani, insieme con altri, rubricati sotto il titolo Dettingen Anthem.

La composizione mi ha affascinato colla sua sfavillante bellezza e - poichè non la ascoltavo da tempo - mi ha commosso, anche per la varietà di sfumature e momenti espressivi che spaziano dalla solenne sacraliltà al raccoglimento lirico.

Handel non delude mai e questa credo sia una delle sue composizioni sacre più ispirate. Ne convenite?

Ciao a tutti.


Assolutamente si! Straordinario! Ancora meglio la versione di Diego Fasolis per la Arts: meno british e con "intemperanze" che ne fanno una versione più "epidermica" nel miglior senso del termine!
Avatar utente
CommanderKeen
 
Messaggi: 47
Iscritto il: 01/10/2008, 20:01

Re: La musica sacra di G.F. Handel

Messaggiodi DavideBisi » 12/12/2009, 11:29

Non mi stanco mai di ascolatare il DIXIT e quindi mi associo a tutti i commenti che mi precedono, pagine come DE TORRENTE, giusto per citarne una le trovo estremamente evocative. Le uso spesso quando devo ispirare la mia mente al senso di BELLO e di ESTASI. Ne ho già qualche versione, una che amo molto anche se se mi sembra che in ambito di questo forum sia stata fatta a "fettine" è quella della HAIM, mi piace molto perchè si discosta dalle altre (forse si discosta anche dalla musica stessa di Haendel :lol: :lol: ) ma riesce ad ispirarmi, e mi ha molto sorpreso lo SCONQUASSABIT, reaso quasi alla stregua di un KLASTER contemporaneo che un opera sacra di Heandel, però per un ascolto da neofita come me è molto sorprendente e comunicativo(in fondo è questo secondo me il valore che deve avere la musica al di là delle interpretazioni filologiche o no).
Per il resto conosco poco altro, se non confermare che la THEODORA, la trovo meravigliosa e che la caldeggio nella versione video in chiave moderna di Peter Sellars... molto interessante.
buon ascolto a tutti
DavideBisi
 
Messaggi: 181
Iscritto il: 14/04/2008, 9:03


Torna a Parliamo di musica sacra

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron