di Mode » 08/03/2009, 11:38
Cari Amici,
a lungo ho pensato da dove iniziare a parlare di John Coltrane (1926 - 1967), uno dei musicisti più grandi che il Jazz abbia mai avuto, una cometa - come tanti altri - che attraversò il cielo di questa musica in modo così intenso, complesso e sofferto da lasciare traccia indelebile.
Incomincio, dato che ho in mente di scrivere un "racconto a puntate", nel quale, vi esorto ad intervenire.
1. Gli inizi
Questo uomo del sud, figlio di una cantante dilettante e di un sarto (anch'esso musicista a tempo perso), nacque ad Hamlet, nel Nord Carolina, il 23 settembre 1926. La madre di Coltrane era figlia di un pastore metodista che professava ad High Point, non lontano da Hamlet. Fu proprio ad High Point che il giovane John trascorse la propria infanzia, nella casa del nonno. Bambino e poi adolescente "normale", la sua gioventù fu serena sino a quando, a 12 anni, perse il padre.
Pare che il suo incontro con la musica sia avvenuto attraverso la banda locale dei boy scout, capitanata dal reverendo Warren Steele, il quale, poichè il giovane John aveva perso la prima lezione, gli affidò un flicorno contralto (uno dei pochi strumenti rimasti disponibili). In breve, tuttavia, Coltrane si rivelò attento e studioso e riuscì a passare ad un ruolo più importante, sino a divenire primo clarinetto della banda.
Sì, avete capito bene... sino a 17 anni, Coltrane praticò quasi solo il clarinetto, passando casualmente al sassofono contralto grazie ad un compagno di banda. Era il 1943 ed infuriava la guerra. Una volta diplomato, John dovette lasciare High Point in cerca di lavoro, poichè anche la madre, tre anni prima, si era trasferita ad Atlantic City, nel New Jersey, per motivi di occupazione.
Giunse così, nel 1943, a Philadelphia, in Pennsylvania. Lì si iscrisse alla scuola musicale di Leo Orenstein lavorando, nel contempo, presso una raffineria di zucchero. Intanto era divenuto proprietario di un sassofono tenore (usato), grazie al sostegno della madre.
Arruolato nella banda della Marina, fu inviato alle isole Hawaii nel 1945, per circa un anno. Di ritorno, decise di dedicarsi alla professione di musicista: il suo magistero era ancora in fase di formazione ma era chiaro che quella della musica dovesse divenire la sua strada, il suo destino.
Il primo trio di Coltrane fu quello con gli amici Golson e Barron (sax, batteria e organo): insieme suonavano alle feste e riuscivano, in qualche modo, a sbarcare il lunario. In quel periodo, Coltrane riuscì anche ad ascoltare C. Parker, ricavandone una forte impressione. E siamo così giunti al periodo post-bellico, caratterizzato anche da un mutamento di indirizzo nel Jazz. La guerra, coi suoi orrori, sembrava avesse risucchiato nell'oblio il mondo che la aveva vista nascere... quello del jazz bianco, suonato dalle big band... musica dinoccolata (swing, charleston etc.), musica di intrattenimento.
Il lascito di Charlie Parker (bebop) - altro personaggio chiave - doveva fornire il punto di appoggio per la leva del ritorno al jazz nero che, dopo gli esordi e nonostante la presenza di alcune grandi star (es. Duke Ellington), era stato messo in ombra dal più fruibile jazz danzante, di matrice soprattutto bianca. E dopo Charlie Parker, nulla sarebbe stato più come prima.
Oltre al bebop, c'era anche il rythm and blues che, in quel periodo, incominciava gradualmente ad affermarsi, come musica più leggera e di più immediata fruibilità; così, per qualche anno (prima con E. Vinson, poi con H. McGhee ed infine nei night di Philadelphia), il Nostro suonò in quello stile, musica caratterizzata da un fraseggio più largo, circolare, ritmato, ma anche costruita su armonie più semplici. Questa sua militanza nel genere R&B si farà sentire nei primi dischi. In questo periodo Coltrane passò definitivamente al sassofono tenore, che divenne il "suo" strumento, quello che, da lì in poi, suonerà con più frequenza.
Siamo così giunti agli inizi degli anni cinquanta. Nel 1949 Coltrane tornò a Philadelphia e fu ingaggiato, come sax alto, da J. Heath e D. Gillespie. Quest'ultimo, eccellente trombettista (è quello che suonava con la tromba deviata), rimase impressionato dall'abilità del giovane sassofonista e, nel 1950, quando fu costretto a sciogliere l'orchestra per problemi economici, trasformandola in un sestetto, mantenne Coltrane, di cui era divenuto amico.
Di ritorno a Philadelphia nel 1951, dopo l'esperienza con Gillespie, Coltrane decise di proseguire gli studi per colmare alcune lacune di teoria e armonia. Entrò nella scuola di musica Granoff, continuando a suonare nelle bettole della città per mantenersi. Nel 1952 un altro ingaggio, questa volta con E. Bostic, ma la collaborazione non durò a lungo.
Nel 1953, Coltrane che da qualche anno aveva iniziato a mantenere uno stile di vita sregolato (mangiava dolci, beveva e fumava molto), iniziò ad assumere eroina. Nessun biografo ha mai capito quali motivi spinsero il giovane musicista a percorrere questa strada. Certo è che la droga gli faceva passare il mal di denti, patologia che - proprio per le sconsiderate abbuffate di dolciumi - soffriva molto, evitando di andare dal dentista (di cui aveva il terrore).
Il 1954 fu un anno orribile per Coltrane, senza lavoro e sempre alla ricerca di impieghi occasionali per sopravvivere, spesso in formazioni dove non riusciva ad esprimere il suo talento. Ma la svolta era vicina, anche perchè, proprio al 1954 risale l'incontro con quella che sarebbe divenuta la prima sua moglie: Juanita Grubbs (Naima, dopo la conversione all'islam), donna intelligente e sensibile, anch'essa musicista.
2. L'affermazione (Blue Train, Kind of Blue etc.)
Nel 1954 Coltrane (che aveva guadagnato il soprannome di Trane), cominciò ad essere attivo sia a Philadelphia che a New York, suonando in vari locali: uno dei tanti sassofonisti itineranti, creatura della notte con una certa malinconia indosso, derivante dal non poter esprimere ciò che voleva, ciò che sentiva. L'anno svolta fu il 1955, quando il trombettista Miles Davis (classe 1926) incominciò, dopo alcune traumatiche esperienze con la droga, ad assemblare il suo quintetto, ingaggiando anche John Coltrane, in sostituzione di Sonny Rollins, su consiglio di Joe Jones.
Fu così che per Trane iniziò una delle esperienze di formazione più importanti della sua carriera, acuita anche dai contrasti caratteriali con lo stesso Davis, altra grande personalità del Jazz ed eccellente musicista, in considerazione dei rispettivi temperamenti: tanto mistico ed evanescente quello di Davis quanto infuocato e terreno quello di Coltrane.
La musica spesso produce alchimie inspiegabili ed unisce anche ciò che è più distante e diverso. Nel 1955 il quintetto di Davis (Paul Chambers al contrabbasso, Red Garland al piano, Joe Jones, detto "Philly", alla batteria, Miles Davis alla tromba e John Coltrane al sax tenore) fece le prime registrazioni per la Columbia. In ottobre dello stesso anno, Trane sposò Naima.
L'idillio musicale durò poco: nel 1956 Coltrane fu espulso da quintetto per problemi di droga, continuando a suonare come session man in altre formazioni ma sempre minato dall'eroina. Intanto, il suo nome cominciava ad affermarsi. Nel 1957, Coltrane - ormai giunto sull'orlo del baratro - decise di liberarsi dalla tossico-dipendenza e da tutti i vizi (alcool, fumo, etc.): si chiuse in casa quattro giorni, deciso ad assumere solo acqua, e - a parte il fumo - vinse la sua battaglia. E fu come rinascere.
Affrancatosi quasi interamente dai vizi, Trane riprese a suonare e studiare indefessamente: arpeggi, scale, ma anche incursioni in altri repertori (si esecritava suonando anche la parte per archi del concerto per orchestra di Bela Bartòk). I tempi erano maturi per la sua affermazione solistica. Il 1957 vide, infatti, la nascita di uno dei suoi dischi più belli: sto parlando di Blue Train (Blue Note), prima prova di maturità di Coltrane ed insieme uno degli album più importanti di tutta la storia del Jazz: Lee Morgan alla tromba, Curtis Fuller al trombone, John Coltrane al sax tenore, Kenny Drew al piano, Paul Chambers al basso e Joe "Philly" Jones alla batteria.
A parte la straordinaria title track, il disco contiene brani memorabili quali Moment's Notice e Lazy Bird. Chiunque voglia avvicinarsi all'arte di Coltrane, dovrebbe partire da questo disco, la cui copertina, raffigura un primo piano del Nostro, virato in blu, con l'indice appoggiato al labbro inferiore, una delle sue tipiche espressioni meditabonde.
Blue Train è un brano immenso, di oltre dieci minuti, dove, oltre alla bellezza del tema, si apprezzano l'abilità negli assoli e l'affiatamento del sestetto: tutto il disco, comunque, non ha un momento di caduta, anche per la presenza svettante di Coltrane, qui alla sua prima affermazione personale che mostra tutti gli elementi del suo stile e della sua ansia di ricerca: note staccate, stile rapsodico, netto, fraseggio rimbalzante e spezzato, suono pieno e contorto, mutamenti di tempo, giri armonici arditi e inconsueti.
Questi i brani: Blue Train, Moment's Notice, Locomotion, I'm old fashioned, Lazy Bird.
Alla fine del 1957, Trane e famiglia si trasferirono a New York. Qui Miles Davis lo richiamò. I tempi erano cambiati, anche se in meno di due anni, e Coltrane, oltre ad essere un altro uomo, era divenuto un musicista più maturo, con uno stile più delineato e sicuro. Un altro disco grandioso sarebbe nato, di lì a poco, passando attraverso alcuni esperimenti.
3. La fase ATLANTIC
4. La fase IMPULSE
5. La Fine
(continua... work in progress)