Ipotizzando di essere stati chiamati a far parte di una giuria che debba eleggere una composizione musicale (e solo una) che possa essere la "colonna sonora" del prossimo Natale, quale composizione scegliereste?
MI guardo bene dal ritrarre la mano, dopo ave lanciato il sasso:
per me : MARC ANTOINE CHARPENTIER - IN NATIVITATE DOMINI CANTICUM (H416)
Importante il riferimento al numero di catalogo dell'opera perchè Charpentier ha scritto numerosi composizione che recano il medesimo titolo.
Incisione di riferimento (tra le unche tre che conosco): ERATO 2001 - Les Arts Florissants - William Christie.
Sarà banale, ma per il me il Natale ha il suono del Weihnachtsoratorium di Bach; e, in particolare, quello della versione di Richter con Wunderlich, Janowitz e Ludwig.
Fortunato l'uom che prende ogni cosa per buon verso, e tra i casi e le vicende da ragion guidar si fa.
Premesso che mi allineo tendenzialmente al ns. Moderatore, volendo variare, beh... sceglierei quel gioiello che Fulvio consigliò qualche tempo fa e che non mi attardai ad acquistare: L'Oratorio di Natale di C. Saint-Saens. Una composizione di rara grazia, bellezza e serenità.
Cari frequentatori, Fulvio..... Nel mondo della musica suona ogni anni verso Natale di nuovo l'invito "Jauchzet, frohlocket", mi piace il tuo iniziativo, il tuo giochino ed io vorrei giocare con un po di "banalità" (secondo me.....non è banale!) come Dodipetto. Anche per me il Natale ha il suono del Weihnachtsoratorium di Bach e, in particolare la versione di Jos van Veldhoven con la Nederlandse Bachvereniging Orkest ed il suo coro!
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Forse aria di casa, nostalgia dei Paesi Bassi? Un caro saluto a tutti dalla Sicilia con la mimosa già in fiore, evidentemente la mimosa non si è accorta che il Natale è in arrivo!
...siccome oggi abbiamo completato e innalzato l'albero, munendolo anche di presepe e luminarie, rivitalizzo codesta piattaforma... dichiarando aperti i giochi!
Natale è il Presepe, è l’albero, è il panettone. Natale è anche: “Stille Nacht, heilige Nacht”, ovvero “Astro del ciel” ovvero ancora “Tu scendi dalle stelle”: basta l’accenno alle note iniziali e subito la mente (e spesso anche il cuore) corre all’atmosfera natalizia.
Cari amici, forse mi giudichate un po' banale nel inserire questo messaggio, ma io conservo gelosamente un libro (quasi raro!) di mio papà! Ha le pagine ingiallite......è piccolo, però lo conservo sempre con riguardo, come un tesoro! Purtroppo non l'ho mai trovato in vendita con una traduzione in italiano o in olandese per regaralo a qualche amico in occasione delle feste natalizie. Stille Nacht, heilige Nacht di Dr. Josef Gassner (Geschichte und Handschriften des Liedes)
Non sarò mai in grado di esprimermi come mio papà e descrivere Stille Nacht, heilige Nacht, non ho il suo talento e la sua bravura quindi mi scuso già da adesso se troverete alcuni errori. Voglio utilizzare questo post per raccontarvi l'origine di questo canto natalizio e di questa persona che ha cambiato la mia vita, mio padre! Mio padre era un uomo meraviglioso, una persona eccezionale. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla cultura, alla musica ed alla voglia di trasmetterla e sono contenta di poter dire che lo ha fatto con me. Nel corso della sua vita ha comprato e letto una moltitudine di libri, conservati con la massima attenzione e gelosia. Il suo amore erano la musica sacra, l'organo, i libri e ogni giorno li salutava e li guardava, ne aveva davvero tanti, migliaia di libri, un garage pieno e la casa piena... Se gli chiedevo di trovarmi un libro, lui in solo qualche secondo l'aveva trovato, in quella moltitudine. Diceva che i suoi libri lo chiamavano. Era incredibile per una persona che impiegava tre ore per trovare una forchetta!!!
Il libro, a me così caro, narra la vera storia di "Stille Nacht, heilige Nacht"
Per milioni e milioni di persone in tutto il mondo la canzone tedesca "Stille Nacht" è il simbolo del Natale. In Germania si canta direttamente sotto l’abete, in Africa sotto le palme, gli inglesi la intonano sotto il vischio e praticamente la sua melodia risuona dai ghiacci dell’Alaska alle foreste tropicali del Sudamerica.
Tradotta in più di 300 lingue, conosciuta in quasi tutti i paesi della terra, cantata la vigilia di Natale da due miliardi di persone, la melodia intreccia in qualche modo la sua storia con quella mozartiana, poiché è nel Salisburghese che anch’esso radica le proprie origini.
Ma quale è la sua origine? "Stille Nacht" venne suonata la prima volta il 24 dicembre 1818 nel piccolo paesino austriaco di Oberndorf
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al confine con la Germania , nella Valle del Salzach, abitata da zatterieri e barcaioli e dunque in un ambiente molto povero. A quell’epoca a Oberndorf si trovavano il predicatore Joseph Mohr e l’insegnante ed organista Franz Gruber. Proprio poco prima dell’arrivo del Natale l’organo della chiesa si ruppe e il predicatore fece di necessità virtù scrivendo una piccola canzoncina e pregando l’organista di comporre una melodia di accompagnamento per due voci soliste, coro e chitarra. La versione originale, eseguita per la prima volta in pubblico alla Messa di Natale, aveva sei strofe - contro le tre giunte sino a noi - e fu nel complesso un vero successo!
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A mezzanotte in punto, del 24 dicembre 1818, la chiesa parrocchiale traboccava di fedeli. L'altare maggiore era tutto sfolgorante di lumi e di candele accese. Padre Mohr celebrava la S. Messa e dopo aver proclamato il vangelo di Luca che narra la nascita del Salvatore si avvicinò, con il maestro Gruber al presepio e con la voce tremante intonarono: "Stille Nacht, Heilige Nacht" Dalle navate si persero nel silenzio le ultime parole del canto. Un attimo dopo l'intero villaggio le ripeteva davanti a Gesù, come la schiera degli angeli del vangelo di Luca. Dimenticato per molti anni, finì fortuitamente nelle mani di un fabbricante di guanti della valle di Ziller, che per attirare l'attenzione del pubblico si serviva di canzoni; fu così che alla fiera di Lipsia, nel 1831, l'inno venne cantato per la seconda volta.
In seguito l’imperatore Federico Guglielmo di Prussia fece suonare la canzone dal coro di corte nel proprio castello e nel 1854 fu assorbita nel repertorio della cappella di corte divenendo il cuore pulsante dei festeggiamenti natalizi della famiglia e assumendo un ruolo determinante anche durante la celebrazione liturgica. A quell’epoca avevano, intanto, già fatto la loro apparizione le prime traduzioni straniere di “Stille Nacht” e si era cominciato a delineare il suo futuro successo internazionale di cui purtroppo il suo creatore, Joseph Mohr, non fu testimone perché morì nel 1848. Alla base del successo mondiale c’è forse proprio la riduzione delle originarie sei strofe a sole tre, che la resero una canzone semplice ed orecchiabile, facile da ripetere. E' interessante osservare l'evoluzione nel tempo di “Stille Nacht, heilige Nacht” che rimane tuttora una "hit" indiscussa. I versi rispondono pienamente alle esigenze sentimentali e creano un’ambientazione intima ed accogliente sotto l’albero di Natale – anche se ciò non era precisamente nelle intenzioni dei suoi autori che, come i primi ascoltatori, venivano da una realtà molto povera e fecero proprio soprattutto quel senso di consolazione che ancora oggi si diffonde dalle sue note e dalle sue parole. Stille Nacht! Heilige Nacht! Alles schläft; einsam wacht Nur das traute hochheilige Paar. Holder Knabe im lockigen Haar, Schlaf in himmlischer Ruh!
Stille Nacht! Heilige Nacht! Gottes Sohn! O wie lacht Lieb aus deinem göttlichen Mund, Da uns schlägt die rettende Stund, Christ in deiner Geburt!
Stille Nacht! Heilige Nacht! Hirten erst kundgemacht Durch der Engel Halleluja. Tönt es laut von Fern und Nah: Christ, der Retter ist da!
E di padre Mohr e di Franz Gruber che ne è stato? L' attività di Franz Xaver Gruber è, strettamente legato al paese di Hallein, dove Gruber abitò per 28 anni lavorando come direttore del coro, corista e organista. La sua tomba si trova vicino alla chiesa parrocchiale, davanti alla casa dove visse e che oggi ospita l’archivio e il museo “Stille Nacht”, con la sua chitarra originale del 1818
Nessuno dei due ha avuto il tempo di rendersi conto di quanto hanno donato al mondo senza aver avuto in cambio nulla.
Un caro saluto a tutti Els
La musica è un regalo e una difficoltà che ho avuto sin da quando riesco a ricordare di esistere
Non posso che associarmi a Mattia e plaudire a questa "fiaba reale" che ci hai raccontato.
Noi tutti, come bimbi attenti e desiderosi del Natale, l'abbiamo ascoltata a bocca socchiusa, estasiati di tanta poesia.
Davvero "Stille Nacht" è diventata una hit internazionale, se ne contano innumerevoli traduzioni ed altrettanti arrangiamenti.
Infinito poi è il numero delle persone che l'hanno cantata, dai cantanti più celebrati alle persone più umili e... stonate!
Il suo dolcissimo incedere in sei ottavi non poteva diventare ninna-nanna più adatta pel Bambino Gesù. Assieme all'altra celeberrima (ed altrettanto struggente) ninna-nanna, quella di Brahms, costituisce ancora oggi la migliore colonna sonora per il presepe. Questo davvero è presepe! GIganti della musica, come Brahms, e semplici musicisti di parrocchie davvero periferiche nella geografia liturgica mondiale, come Grueber, si inchinano assieme dinnanzi a Tanta Culla, offrendo deferenti i doni della loro sapienza musicale.
Sieti mai capitati in quelle chiese del Genovesato, nelle quali si allestiscono i presepi più belli che ci sia dato vedere (assieme, naturalmente, a quelli più conosciuti e celebrati napoletani)? Molto spesso questi non sono allestiti nelle chiese, ma in aule o edifici attigui. Entri - molto spesso - in una penombra che che sa' molto di buio, metti il soldino e, per incanto, il presepe si accende. Attacca anche una musica di sottofondo: Stille Nacht.
Che meraviglia....! Questo, soprattutto questo, è Natale. Quello di tanti anni fa, quando mia mamma mi portava al Santuario del Monte Carmelo di Loano e mi sussurrava piano piano: "Tieni, metti il soldino...". Cari amici, sarò pure un inguaribile romantico, ma questo ricordo mi commuove ancora...
Grazie Els, per avermi risvegliato questi ricordi. Mi hai fattto un regalo grande. Probabilmente il più grande che riceverò questo Natale.