Doppio vincitore per il Concorso “Chiesa”

7° Concorso internazionale di chitarra “Ruggero Chiesa/Città di Camogli”: prova finale

Camogli (Ge), Oratorio dei SS. Prospero e Caterina, 21 settembre 2014

Capita sovente che in un concorso di esecuzione la giuria decida di non assegnare il primo premio, classificando due finalisti ex aequo alla seconda piazza: tale era stato del resto anche l’esito dalla precedente edizione (2012) del concorso di Camogli, di cui riferimmo dalle colonne di MUSICA. Più raro il caso in cui il livello dei concorrenti sia tale da render problematico escludere un finalista dal primo gradino del podio, inducendo così alla decisione di assegnare a pari merito non il secondo, ma il primo premio; e proprio questo è stato il risultato della settima edizione del concorso Chiesa, che ha proclamato dunque due vincitori ex aequo, il lombardo Christian El Khouri (a cui è stato assegnato anche il premio del pubblico e il premio speciale per la migliore interpretazione di una composizione dell’Ottocento) e l’ucraino Marko Topchii. Il talento di El Khouri è stato da tempo individuato dagli addetti ai lavori (fu del resto finalista anche nella scorsa edizione del “Chiesa”): la rotondità e potenza del suono e la spiccata personalità interpretativa hanno trovato nel programma presentato in finale, e in particolare nella Sonata di Leo Brouwer e nella Fantasía Sevillana di Joaquín Turina, un terreno adattissimo alla sua esuberanza espressiva, con risultati spesso avvincenti e coinvolgenti, come nel terzo movimento (“La toccata de Pasquini”) della sonata del compositore cubano; nella quinta Rossiniana di Giuliani è emerso invece a tratti un vezzo non inedito del chitarrista ventiseienne, la tendenza a un’eccessiva libertà agogica che rischia di rendere slegato e capriccioso il discorso complessivo, anche se alcuni passaggi (come la citazione dell’aria di Rosina dal Barbiere) sono risultati virtuosisticamente ammirevoli ed elettrizzanti. Il ventitreenne Marko Topchii ha presentato il programma più composito tra i finalisti, unificato però da una particolare abilità nell’articolazione interna di ogni composizione tramite diversi livelli dinamici e coloristici, che lo rende capace di pervenire a notevoli risultati espressivi rispondendo tanto all’eleganza di scrittura di Alexandre Tansman (Variazioni su un tema di Scriabin) quanto all’irruenza di pagine come l’ostico Studio n. 12 di Heitor Villa-Lobos o l’”Allegro solenne” de La Catedral di Agustin Barrios, staccato a un tempo assai brillante, che ha esaltato la pulizia e il controllo strumentale del chitarrista ucraino. Terzo premio per il coetaneo pavese Davide Tomasi, che ha presentato degne interpretazioni della Rêverie di Regondi e della Sonata di Antonio José, senza esibire però la plasticità strumentale ed espressiva dei suoi antagonisti.

Roberto Brusotti

Christian El Khouri

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Marko Topchii

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©Consuelo Pallavicini

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