Consegnata al Governo la nostra petizione

Superata la significativa soglia delle 10mila firme, è stata presentata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, la petizione portata avanti — in una collaborazione inedita ma felice e significativa — dalle cinque riviste italiane di musica classica (MUSICA, Suonare News, L’Opera, Amadeus, Classic Voice): abbiamo raccolto, fin dall’inizio, il sostegno dei massimi musicisti italiani, che non hanno esitato un secondo a sostenerci (sia con la loro personale autorità che con quella delle istituzioni che dirigono e rappresentano) in una battaglia che è insieme di principi e molto concreta. Lo spettacolo dal vivo non può, non deve aspettare una ripartenza lontana nel tempo e indefinita nei modi: ha bisogno di ricominciare subito, assieme a bar, hotel e ristoranti, ovviamente rispettando le stesse norme di prudenza e sicurezza. E se non sono pensabili, per ora, spettacoli che prevedano la presenza di grandi masse artistiche, questo potrebbe essere un viatico al ripensamento di repertori, prassi, luoghi, modi di comunicare, rapporto tra artisti e pubblico. E non sarebbe affatto un male…

Grandi artisti, dicevo: da Muti a Chailly, da Pollini a Gatti, da Pappano ad Accardo, da Mariotti alla Rana, da Michieletto a Meli, la lista è davvero impressionante, e mi scuso subito se per brevità non li ho citati tutti (ma potete trovarli su www.change.org/spettacolodalvivo). Ma la petizione ha raccolto anche il sostegno, operativo e importantissimo, di una decina di associazioni di categoria dei settori musica, cultura, spettacolo e impresa, tra le altre Agis, Confturismo, Cidim, Impresa Cultura Italia, Aiam.

Attendere ancora vorrebbe dire la morte per una grossa fetta del sistema-musica: non ce lo possiamo permettere, sia dal punto di vista economico (con la cultura si mangia: chiunque abbia un’infarinatura di economia della cultura sa che esistono studi scientifici, serissimi, che lo dimostrano in maniera evidente e definitiva) che, ancora di più, identitario e spirituale.

Grazie a tutti i lettori, a tutte le persone che ci hanno sostenuto. Ora, non molliamo!

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