Chailly e Bollani dal CD al vinile

RAVEL Concerto per pianoforte in Sol STRAVINSKI Tango DE SABATA Suite da Le mille e una notte pianoforte Stefano Bollani, Gewandhausorchester Leipzig, direttore Riccardo Chailly

Decca 4816718

DDA 52:03

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Probabilmente per la presenza di Stefano Bollani al pianoforte (il catalogo jazz su vinile mostra buoni dati di vendita), Sound of the 30’s, il secondo disco pubblicato dal pianista in collaborazione con Chailly, trova la via della ristampa in vinile. Come ben sapete, non sono molto favorevole alle ristampe su vinile di registrazioni contemporanee completamente pensate e realizzate per il digitale, ma direi che il problema maggiore della pubblicazione consiste proprio nella presenza dello strumentista milanese, più che nella qualità del suono.

Il riascolto nel nuovo formato, purtroppo, conferma l’impressione negativa della visione musicale di Bollani. Se come pianista jazz nulla si può dire della creatività improvvisatoria di Bollani, purtroppo nel confronto con la «rigidità» della pagina scritta classica il pianista milanese non sembra avere la capacità di sviluppare una via interpretativa che abbia l’individualità che ci si aspetterebbe da lui. La relativa incapacità a screziare il tocco delle dita per ottenere delle differenze di sonorità avvertibili riducono la sua lettura a un mero esercizio in Blanc et noir che, soprattutto nel secondo movimento, manca completamente la poesia intrinseca della pagina.

Anche il Tango di Stravinski che chiude la prima facciata del disci latita dal punto di vista della caratterizzazione sonora e non riesce, quindi, a veicolare all’ascoltatore il senso del gioco e l’umorismo insiti nella breve pagina.

 

La copertina del disco

 

Resta, quindi, la suite orchestrale dal balletto Le mille e una notte di de Sabata. Il plot, scritto dal librettista della Turandot, Adami, si muove tra gli esotismi della Persia e la New York degli anni ‘30 permettendo al direttore e compositore triestino di incorporare nella partitura gli stilemi musicali più disparati: dagli esotismi mediorientali post-straussiani, al contemporaneo jazz sinfonico.

Le qualità di concertatore di Chailly sono assolutamente ideali per questo genere di musica scritta e pensata da un direttore d’orchestra sommo. Precisione ritmica e fraseggio brillante, uniti alla consueta abilità di Chailly nel rendere trasparenti i piani sonori, rendono piena giustizia e godibilità alla partitura lasciando solo il dispiacere nell’ascoltatore che l’interprete non sembra ancora essersi interessato al resto della produzione sinfonica di de Sabata.

Ma veniamo alle differenze sonore tra la pubblicazione in CD del 2011 e l’attuale ristampa su LP. Come si può facilmente immaginare, il suono del vinile risulta essere più organico a causa della leggera enfasi sul registro centrale garantita dal supporto. La resa timbrica è leggermente più rotonda, pur mantenendo un buona resa delle microdinamiche che, anzi, nella fascia di registro privilegiata risultano a tratti più enfatizzate. Per contro, l’originale digitale offre un palcoscenico sonoro più definito e dettagliato, con una maggior chiarezza nella disposizione dei singoli strumenti sulla scena. I dettagli sono ben definiti e la resa delle microdinamiche più puntuale e precisa nell’arco di tutte le frequenze. Tutto questo va un po’ a scapito del pianoforte di Bollani, che tutto sommato trae beneficio dalla maggior morbidezza di risposta del vinile, risultando su CD povero di ricchezza timbrica.

La scelta è quindi piuttosto ardua perché i vantaggi di un formato sono gli svantaggi dell’altro e viceversa. Dovendo per dare un suggerimento, credo che consiglierei la versione LP agli appassionati di jazz che vogliono trarre il massimo piacere dall’ascolto del loro beniamino, mentre per gli appassionati più interessati alla pagina desabatiana il formato digitale garantisce una trasparenza dell’ordito strumentale che la ricca orchestrazione del compositore e l’attento lavoro di concertazione del direttore sicuramente meritano.

Piuttosto, devo sottolineare per una volta la qualità non proprio eccellente del pressaggio, che nella copia in mio possesso è risultato piuttosto rumoroso e scricchiolante fin dal primo passaggio sotto la puntina.

Riccardo Cassani

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