Apre con Donizetti la stagione del Verdi di Salerno

L’interno del teatro

Parte con la Fille du régiment la stagione del Teatro “Verdi” di Salerno: l’opera donizettiana sarà la prima di cinque titoli di opera e balletto, che illustriamo con le parole del Maestro Daniel Oren, direttore artistico del teatro, che da quest’anno avrà anche una parte Educational con La vedova allegra, operetta in tre atti di Franz Lehár, che darà spazio al talento, alla creatività e all’estro degli studenti salernitani del Conservatorio “G. Martucci”, del Liceo Coreutico “Alfano I” e del Liceo Artistico “Sabatini – Menna”, che assieme vivranno un’esperienza lavorativa e formativa unica che permetterà loro di prendere parte, da protagonisti, alla nascita e alla realizzazione di uno spettacolo d’opera.

Cinque, si diceva, gli appuntamenti della stagione d’opera e di balletto. Si comincia il 12, 14, 16 aprile con La Fille du régiment. Antonello Allemandi dirigerà l’Orchestra Filarmonica salernitana e firmerà la regia Riccardo Canessa. Le scene e costumi saranno a cura di Flavio Arbetti. In scena sfileranno voci di prim’ordine: Gilda Fiume, Juan Josè de Leon, Nino Surguladze, Filippo Morace. Ad arricchire il cast le voci del Coro del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno, diretto dalla consueta maestria di Tiziana Carlini. Il secondo appuntamento in cartellone è il 19 e 20 aprile con la danza d’autore. Un commovente racconto in punta di piedi coinvolgerà il pubblico salernitano con Pulcinella, su musiche di Igor’ Stravinskij. In scena la Compagnia di Ballo del Teatro di San Carlo. Regia e luci affidati a Francesco Nappa mentre i costumi al talento creativo di Giusi Giustino.

Daniel Oren

Il secondo appuntamento con l’opera, invece, sarà a maggio, il 21, 25, 29 con Tosca. Sul podio Daniel Oren dirigerà l’Orchestra Filarmonica salernitana, la regia è affidata a Michele Sorrentino Mangini, giovane e talentuoso artista napoletano. In scena: Maria Josè Siri, Najmadin Mavlianov, Sergey Murzaev. Le voci dei solisti saranno affiancate da quelle del Coro e del Coro di voci bianche del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi”, diretto da Silvana Noschese. Il 30 ottobre e l’1 e 3 novembre il terzo appuntamento operistico sarà riservato al Il Trovatore, celeberrima opera di Giuseppe Verdi. Sul podio salernitano, ancora una volta, la bacchetta di Daniel Oren dirigerà la compagine orchestrale del Lirico mentre la regia è affidata al gusto elegante e sobrio di Renzo Giaccheri. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi. In scena voci intense e vibranti: Massimo Cavalletti, Irina Moreva, Violeta Urmana, Carlo Striuli, Anastasia Bartoli, Francesco Pittari, affiancati come sempre dal Coro del Lirico salernitano. A Puccini il compito di chiudere questa stagione nel suo quarto appuntamento con la lirica che a dicembre, nelle date 23, 28, 30, saluta il suo pubblico con La Bohème. Opera lirica in quattro atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La bacchetta è di Daniel Oren, la regia del capolavoro pucciniano è affidata al poliedrico artista francese Jean Daniel Lavalle. In scena sfileranno voci di prim’ordine: Carmen Giannattasio, Alla Vasilevstky, Valentin Ditiuk, Massimo Cavalletti, Biagio Pizzuti. Ricca, per programmazione e fusioni di stili, la stagione sinfonica coniuga, sul palcoscenico del Massimo cittadino, le forme più sublimi dell’arte in musica.

La stagione di Concerti 2019 si apre il apre il 24 aprile con Messa da Requiem, capolavoro verdiano composto nel 1874 per coro, voci soliste ed orchestra, dedicato ad Alessandro Manzoni ed eseguito nel primo anniversario della sua morte. Un’opera spirituale che lascia trasparire il senso angoscioso dell’uomo di fronte al mistero della morte. Ad eseguire tale capolavoro saranno il coro e l’orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli diretti dal M° Juraj Valčuha. Per conoscere gli altri appuntamenti, e i dettagli degli spettacoli, visitate il sito www.teatroverdisalerno.it

Vincenzo De Luca

Una stagione davvero ricca, insomma, perché, come ha commentato il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, “riteniamo che la cultura sia al tempo stesso un elemento peculiare della nostra identità civile ed un potente attrattore turistico e promozionale purché le risorse siano gestite in modo efficace e trasparente. Noi pretendiamo che ogni euro per la cultura sia investito sulla cultura e non disperso nei rivoli delle rendite di posizione e della burocrazia”.

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