Addio a Marjorie Wright

Era l’autunno del 2008 quando entrò negli uffici della nostra casa editrice una strana signora irlandese, davvero singolare: impetuosa, appassionata, dalla risata facile, si esprimeva in un divertente misto di inglese e italiano, lingua che ancora ricordava dai tanti anni vissuti nel nostro Paese. Era Marjorie Wright, che aveva pubblicato tempo prima la sua autobiografia in inglese e che il comune amico Michael Aspinall ci aveva presentato: l’idea era, appunto, di pubblicare la versione italiana di quel divertentissimo libro, che raccontava la sua vita romanzesca, dagli anni di studio in Inghilterra all’arrivo in Italia dove, forse più per caso che per scelta, divenne un nome piuttosto noto della musica contemporanea. Dallapiccola, Sciarrino, Stockhausen: per ogni compositore con cui aveva lavorato c’era un aneddoto esilarante da raccontare e un’esperienza artistica da rievocare. Non ho mai capito se tutto quello che Marjorie mi raccontava fosse completamente vero, ma non importa: tale era la travolgente simpatia, la passione e l’ottimismo di quella donna che mi spingeva a volerle credere, sempre. Un ottimismo che non è venuto meno in anni difficili, quando la sua carriera si interruppe e per sopravvivere dovette adattarsi ai lavori più umili (con sublime autoironia si definiva “the mop Lady”, la signora dello spazzolone): e la traduzione del libro nella lingua del Paese che più amava, l’Italia, fu per lei una gioia infinita. Divenne così “the reborn Diva”, la Diva rinata: questo è il titolo inglese del “seguito” della sua autobiografia (ma, sempre in inglese, ne aveva scritto un altro, il primo dei tre, il cui titolo dà un’idea di chi fosse Marjorie: How to be a bad singer). Ci esibimmo insieme, perfino, in un piccolo concerto a Venezia, quando l’accompagnai al pianoforte nei mahleriani Rückert-Lieder e nella celebre «Danny Boy», quasi senza prove e con tanto divertimento (vedi questo link), e siamo sempre rimasti in contatto epistolare: aveva mille progetti per il futuro, e un entusiasmo che superava i problemi di salute e le amarezze della vita. Marjorie Wright, nata nel 1934, si è spenta nella sua Warrenpoint, in Irlanda del Nord, nella notte del 12 marzo: ricorderò a lungo questa “cantante fuori dal comune”, per riprendere il titolo che insieme abbiamo dato alla sua autobiografia. E mancherà molto a tutti noi. (Nicola Cattò)

Related Posts